ROVIGO – Sulle ali dell’entusiasmo del 14esimo scudetto vinto dalla FemiCz Rovigo (LEGGI ARTICOLO), la città in mischia deve darsi una mossa. Patrimonio culturale e storico della città, il rugby a Rovigo non è un semplice sport, rappresenta un’identità di un territorio. Da 5 anni i locali realizzati grazie alla Regione Veneto e alla Giunta Zaia sono pronti ad accogliere il museo dei Bersaglieri, ma la sede naturale dello stadio Battaglini di Rovigo non dovrebbe essere l’unica.
Una città in mischia merita molto di più, luoghi fruibili interconnessi, una vera città ovale. Il successo della mostra di Palazzo Roncale (LEGGI ARTICOLO) è la riprova che Rovigo deve mettere in moto risorse ed idee per sviluppare il ‘prodotto’ rugby, come un vero e proprio biglietto da visita della città (stadio incluso, ovviamente).
Le maglie nei negozi e nei bar, qualche pallone esposto nei locali, tutto molto bello. Ma Rovigo merita di più di qualche foto ricordo, lo meritano soprattutto i Bersaglieri che hanno fatto la storia della città.
Le parole del fotografo Giampaolo Donzelli (LEGGI ARTICOLO) hanno prodotto un dibattito, ed è già qualcosa.
“Giampaolo è da tempo un sostenitore e collaboratore discreto ma importante di Mondovale Centro Studi e Documentazione associazione a nome della quale intervengo in qualità di presidente, e lo ringrazio per il suo intervento, dato che lo reputo un vero e proprio archivista del rugby rodigino”.
Sono le parole del professor Alberto Guerrini, recentemente ha anche pubblicato un bel libro dal titolo: ‘Li chiamarono Bersaglieri’. Un lavoro di ricerca durato anni, un’impresa titanica che ha riscritto in qualche modo la genesi del rugby rodigino. (LEGGI ARTICOLO)
“Vale la pena ricordare che Mondovale nacque nel 2013 con lo scopo di raccogliere e custodire ogni documento e testimonianza rugbystica della città, nella prospettiva della realizzazione futura di un luogo della memoria. In seguito al successo dell’iniziativa che ha portato alla costituzione di un considerevole archivio e alla realizzazione di molteplici attività divulgative, Mondovale ha realizzato un progetto di polo museale diffuso, ritenendo che in città ci siano più luoghi dove il rugby potrebbe essere raccontato e divulgato, e altri spazi pubblici sono in cantiere.
Mondovale – sottolinea il prof. Guerrini – è disponibile anche da domani mattina ad incontrare tutti i soggetti istituzionali, sportivi ed economici per illustrare l’idea-concept, o per discutere le linee di azione progettuale, ritenendo prioritario l’intervento dell’amministrazione comunale in quanto reale depositaria, nel tempo, dei valori culturali del rugby”.
“L’archivio stesso di Mondovale appartiene alla città, dato che l’associazione ne è sola custode temporanea, prima che venga disperso. Del resto la maggior parte dei donatori – evidenzia Alberto Guerrini – e dei prestatori ci ha chiesto garanzie proprio su questo punto: il rugby è innanzitutto della città. E’ nostro impegno e determinazione far sì che il patrimonio di Mondovale divenga quanto prima patrimonio acquisito dall’amministrazione comunale, da utilizzare in seguito nelle modalità e nei tempi che verranno decisi. In conclusione dichiaro la completa e immediata disponibilità di Mondovale per dare il proprio contributo”.
Dopo anni di riflessione è giunto il momento di agire.
Giorgio Achilli

















