ROVIGO – Alcuni Rotary del territorio, con capofila il club Badia – Lendinara – Alto Polesine, hanno inaugurato il 21 giugno una cucina speciale per la riabilitazione dei pazienti nella Casa di cura “Città di Rovigo”.
“Il Rotary scende in campo contro l’Ictus” ha dichiarato soddisfatto il presidente del Rotary club Alto Polesano, Fabio Baratella, presentando uno dei service più importanti della sua annata. Progetto al quale hanno lavorato i soci Sara Zorzan e Federico Amal, insieme a Massimo Iannilli, primario del reparto Riabilitazione della Casa di cura “Città di Rovigo”.
“Essere vittime di un Stroke cambia radicalmente la vita, la propria e quella della propria famiglia ed ha ripercussioni imponderabili a molti livelli, – ha spiegato Iannilli – perché la riabilitazione o meglio la rieducazione è fondamentale per risvegliare e riattivare le parti cerebrali silenti in grado di svolgere le funzioni del tessuto cerebrale danneggiato dall’ictus”. Il coinvolgimento dei componenti familiari nel percorso di riabilitazione permette il ritorno ad una vita, quanto più possibile, dignitosa ed ottimale.
Massimo Iannilli, Responsabile dell’Area Riabilitativa della Casa ha sottolineato come: “Siamo l’unica struttura sanitaria in provincia e tra le poche in regione ad esserne dotati”, mentre il presidente del Rotary club Badia – Lendinara – Alto Polesine, Fabio Baratella ha aggiunto: “Oggi è giunto a compimento il lavoro di oltre un anno del Club Rotary da me presieduto, dedicato alla riabilitazione dei pazienti con patologie neurologiche o problematiche ortopediche”.
La realizzazione è stata possibile grazie all’impegno del Rotary club Alto Polesano, ideatore e capofila, ma anche dei club di Rovigo e Porto Viro, con la sovvenzione della Onlus Rotary distretto 2060 (Triveneto). Alla spesa ha contribuito, inoltre, l’Irsap di Arquà Polesine e la stessa Casa di cura.
“La cucina – ha aggiunto il responsabile dell’area riabilitativa della casa di cura, Massimo Iannilli – è uno strumento di lavoro che può essere utilizzata per la riabilitazione di moltissime disabilità”. Nel dettaglio, si tratta di una cucina di una nota marca con dispositivi speciali studiati ad hoc: piastre ad induzione, piano a sfioro, forno con apertura a libro.
All’interno della cucina, allestita nella palestra della casa di cura, i terapisti occupazionali della struttura hanno spiegato come si possa, con una sola mano, sbucciare una cipolla piuttosto che chiudere la moka o riporre le stoviglie nello scolapiatti. “La terapia occupazionale si concentra – spiega Sara Sambo, terapista dell’area riabilitativa – su soggetti che sperimentano una situazione di disabilità temporanea o permanente. Usare la cucina come mezzo terapeutico? Si. Basta pensare ai pazienti emiplegici, in questi casi è importante imparare a gestire al meglio non solo l’ausilio che utilizzano, sia esso un bastone o un girello, ma anche compiere i normali gesti quotidiani, come, semplicemente, cucinare con una mano sola. Attualmente, in casa di cura, i pazienti interessati a queste nuove strategie riabilitative sono una ventina.
“Questa cucina riabilitativa, permettere a malato e familiari di abituarsi alle nuove condizioni di vita, in ambiente protetto, – ha concluso il Direttore Amministrativo della Casa, Stefano Mazzuccato -. Siamo perciò grati al Rotary”.
Alla consegna erano presenti anche: Cristina Regazzo presidente Rc Rovigo, Francesco Ronsisvalle delegato della Irsap Foundation e Fabio Quadretti direttore Csa Casa di Cura, Katia Montanari della Direzione Sanitaria, Orietta Cattozzo responsabile Qualità e Formazione, Paolo Boldrini coordinatore responsabile scientifico, Maria Zanetti terapista e Giulia Berto del team medico.
Ugo Mariano Brasioli



















