Muro contro muro tra FemiCz Rovigo, Petrarca Padova, Valorugby Emilia,Viadana e Sitav Lyons e Federazione Italiana Rugby 

ROVIGO – E’ un muro contro muro che ha radici profonde. Dalla riduzione dei contributi Fir alle squadre cosiddette di Eccellenza, per favorire le franchigie che militano in Urc (Benetton e Zebre), a decisioni prese dell’alto senza accettare un “No” come risposta. In chiave politica, perchè di questa si tratta, è di fatto una chiamata alle armi ad un anno dalle elezioni per il governo ovale, e Marzio Innocenti, a questo punto, difficilmente avrà il largo consenso ricevuto in precedenza.

Il campionato italiano perde i pezzi, a parte le comunicazioni ufficiali ben realizzate (La Fir ha sempre avuto un Ufficio stampa di prim’ordine), è sulla governance che a questo punto si apre una falla. Senza Rovigo e Petrarca la Serie A Elite (ex Top 10 declassata a 9 squadre, a 8 dalla stagione 2024-2025), rischia di diventare un torneo senza storia, senza interesse, e soprattutto senza pubblico. Difficile immaginare un danno maggiore per il rugby italiano. Quando si indicono delle riunioni il confronto deve essere la prima regola, ma a quanto pare, come in passato, e da 23 anni a questa parte, le società passano in secondo piano.

La protesta dei club di venerdì con FemiCz Rovigo, Petrarca Padova, Valorugby Emilia,Viadana e Sitav Lyons (LEGGI ARTICOLO), non è stata gradita dalla Fir. Lunedì 31 luglio la replica della Federazione.

“E’ quanto meno curioso che i club firmatari – FemiCz Rovigo, Petrarca Padova, Valorugby Emilia, Viadana e Sitav Lyons – lamentino una mancata conoscenza preventiva della revisione della formula del massimo campionato, avendo scelto tutte di non partecipare alle ultime due riunioni tra Fir e Club”. Forse sarebbe da chiedersi il perchè le società non ci fossero, forse si scoprirebbero cose interessanti.

La Fir aggiunge anche che tre dei club (Rovigo, Padova eEmilia) “non abbiano partecipato nemmeno a quella precedente. In tali occasioni era stato chiesto di accogliere o respingere la nuova formula proposta da Fir, comunicata a tutte le iscritte prima della delibera di consiglio federale”. Fin qui niente di nuovo, era cosa già nota che le società più blasonate del campionato fossero in ‘guerra’ con la Fir, inutile partecipare a delle riunioni in cui è tutto deciso. La posizione più dura è quella del Petrarca Padova, intransigente al punto da non accettare i giovani contrattualizzati dalla Fir, di fatto in quota Zebre e Benetton. A ruota il Rovigo del patron Francesco Zambelli, paradossalmente le due società rivali non sono mai state così vicine.

I cinque club contestano la formula e anche “l’inspiegabile eliminazione dellaCoppa Italia e l’altrettanto inspiegabile decisione di allestire un torneo per `seconde squadre´, non previsto dalle norme federali e del quale non si comprende la motivazione tecnica”.

Tutto ciò suscita ora la replica della federazione che sottolinea anche come sia “allo stesso modo singolare constatare che si lamenti un livellamento verso il basso del massimo campionato, quando progettualità e contributi economici erogati da Fir alle Società vanno evidentemente in opposta direzione”. A dire il vero, secondo le informazioni in nostro possesso, nel campionato scorso, a tutte le società del massimo campionato italiano, sono stati decurtati 40 mila euro (veri) di contributi Federali per il TMO e le riprese, oltre al compenso per il direttore del Top10. In più alle società è fatto obbligo di investire circa 50 mila euro, sui circa 120 mila euro erogati, sul settore giovanile.  

Zebre e Benetton, per fare un paragone, costano alla Fir circa 8 milioni di euro, e a Treviso è pieno zeppo di giocatori stranieri. Sicuramente sono atleti di grande valore, ma a questo punto il fine della Franchigia viene completamente snaturato, se è quello di preparare gli ‘italiani’ al rugby internazionale in ottica azzurra. Ad oggi, 31 luglio 2023, le società di Serie A non sanno quanto riceveranno di contributo dalla Fir per la stagione 2023-2024. 

Secondo la federugby, “la riunione di Verona del giugno 2021, con il pieno coinvolgimento dei club nell’alto livello, e il più recente inserimento dei migliori prospetti italiani delle Accademie U23 presso le società della serie AElite, rappresentano due tappe primarie di un processo evolutivodel massimo campionato e del progetto formativo d’élite (questo lo sostiene la Fir, ndr). Ogni riunione organizzata in presenza o da remoto da Fir con i club ha avuto e avrà precisamente il fine di condividere e lavorare sinergicamente alla miglior evoluzione sportiva, organizzativa e commerciale del massimo campionato, in evidente antitesi all’unilateralità contestata. La Fir continuerà ad operare nell’interesse del torneo, delle società che vi partecipano, degli atleti, della Nazionale e dell’intero movimento, la cui sostenibilità è inscindibilmente connessa alla partecipazione italiana all’attività internazionale, e ai ricavi che da essa derivano”. 

Belle parole, ma se le società sono arrabbiate un motivo c’è. Perchè investire 1-2 milioni di euro a stagione, senza poter decidere nulla? 

Giorgio Achilli

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