Ad Adria (Rovigo) incontro con sorpresa con i sindaci di Ariano Polesine, Porto Tolle e Corbola (Rovigo) per individuare delle attività di servizio a favore delle persone che versano nel bisogno

ADRIA (Rovigo) – Si è conclusa lo scorso 24 novembre, allo “Stella d’Italia” di Adria, la ricognizione dei bisogni più veri e trasversali delle  categorie più fragili e bisognose nel territorio del Delta del Po. Fortemente voluta da Mauro Zennaro, presidente del club deltino, l’iniziativa mirava – attraverso il dialogo con Luisa Beltrame, Roberto Pizzoli e Michele Domeneghetti, rispettivamente sindaci di Ariano Polesine, Porto Tolle e Corbola – ad individuare delle attività di servizio a favore delle persone che versano nel bisogno, secondo lo spirito degli scopi del lionismo: “partecipare attivamente al bene civico, culturale e sociale della comunità, ed essere solidali con il prossimo attraverso l’aiuto ai deboli e il sostegno ai bisognosi”.

Già nel primo incontro dello scorso ottobre erano emerse problematiche ricorrenti nei Comuni allora interpellati. Non ha fatto eccezione quest’ultimo incontro che ha dimostrato l’uniformità delle esigenze delle nostre Comunità, complici un contesto locale, nazionale ed internazionale non facili.

Neanche a dirlo, i bisogni più impellenti continuano a concentrarsi sulle fasce d’età di giovani e anziani, mentre i servizi sociali e territoriali – con particolare riferimento ai trasporti alla salute e alla scuola – manifestano tutte le loro carenze in un periodo di scarsi fondi, di aumentate esigenze e delle crisi incombenti. E se a questo si aggiungono la scarsa natalità, la vastità del territorio e la solitudine che intrappola un po’ tutte le categorie sociali, si capisce che ci troviamo di fronte ad un’autentica emergenza sociale.

Oltre ai tre sindaci, era presente alla serata don Damiano Vianello, parroco di Taglio di Po e Presidente nazionale dell’Associazione NOI, che raggruppa e coordina molti oratori delle nostre parrocchie. E nel suo intervento, un paio di lampi hanno forse fatto intravvedere un possibile ambito di collaborazione. “Le Istituzioni sembrano un treno a fine corsa – esordisce don Daiano – mentre sta diventando fondamentale l’apporto del cosiddetto 3^ Settore in un territorio con potenzialità ancora inespresse. Se siamo alla ricerca di un campo di cooperazione tra Lions, Amministrazioni locali e Associazioni di volontariato, l’idea potrebbe essere quella di utilizzare gli spazi già esistenti o ristrutturando quelli dismessi per assenza di preti o di volontari, sperimentando – come ci ha indicato Papa Francesco nell’udienza in cui siamo stati ricevuti e ci siamo presentati – l’incontro inedito tra i più giovani e gli anziani: provare per credere, questo binomio sembra far scattare un’autentica magia comunicativa e di relazione (mentre «quelli di mezzo» mandano avanti la baracca). Ecco una risposta a quell’autentica pandemia che si chiama solitudine, in un mondo capovolto, in cui i giovani – una volta grande risorsa e fondamenta del futuro – oggi possiamo chiamarli i nuovi poveri”.

Mauro Zennaro, presidente del club che ha convocato l’incontro, ringraziando i relatori e congedando i convenuti, ha osservato: “abbiamo materiale autentico e di prima mano, sui cui lavorare, in questo e nei prossimi anni, per cominciare a tessere un nuovo Progetto di rinascita sociale per il nostro territorio e la nostra gente”.

Orazio Bertaglia

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