Nella Scuola Primaria “Dante Alighieri” una mattinata di canti, emozioni e impegno condiviso: bambini, insegnanti, famiglie e istituzioni uniti per piantare un tiglio e celebrare il valore del verde e della comunità.

PAPOZZE (Rovigo) – Nel giardino della Scuola Primaria “Dante Alighieri” si respirava un’atmosfera speciale, di quelle che nascono quando una comunità intera si raccoglie attorno a un gesto che parla al presente ma soprattutto al futuro. È qui che l’Associazione Genitoriale di Volontariato Attive Terre – Odv Ets ha scelto di festeggiare, insieme ai bambini, la Giornata Nazionale degli Alberi, istituita dalla Legge n. 10/2013 e dedicata alla tutela del paesaggio e alla cultura del verde.

Quest’anno il tema proposto dal Conaf – Consiglio dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, “L’albero: la sua storia, la nostra storia”, ha dato ulteriore profondità all’iniziativa. Storie di radici, mani e sorrisi si sono intrecciate fin dalle prime parole di Alessandro Andreello, presidente dell’associazione, che ha aperto la mattinata ricordando il valore simbolico del gesto.


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Un tiglio come promessa di futuro

Attive Terre ha portato in dono un giovane tiglio, albero dal cuore generoso, profumato in primavera e amato da api e insetti. Ma il vero regalo è stato il coinvolgimento degli alunni, chiamati a diventare custodi di questa nuova vita che, da oggi, farà parte della loro scuola e della loro quotidianità.

Il benvenuto ai presenti è stato affidato alla Referente di Plesso Maila Benetti e alla maestra Patrizia Ferrigato, che hanno sottolineato quanto momenti come questo rendano la scuola un luogo vivo e partecipato. Per il Comune erano presenti l’Assessore Chiara Mancin e la storica insegnante Sandra Dall’Occo, portatrice di un legame affettivo profondo con l’istituto. L’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Pierluigi Mosca, ha ribadito un messaggio chiaro: il verde cresce dove cresce la comunità.

Determinante anche il supporto dell’Istituto Comprensivo Adria Uno, rappresentato dalla Dirigente Prof.ssa Antonella Flori e dalla Vicepreside Raffaella Miotto, che hanno ricordato l’importanza dell’educazione ambientale e del lavoro sinergico tra scuola e territorio.

Le voci dei bambini: un giardino che canta

La parte più vibrante della mattinata è stata dedicata agli alunni, veri protagonisti dell’evento.
Si sono alternati canti, acrostici e riflessioni: “Alberello ciao ciao ciao”, “Lemon Tree”, “I diritti dell’albero”, l’acrostico “Albero Magico” (classi 1ª e 5ª), il lavoro della 3ª ispirato a “Saremo Alberi”, i messaggi della classe 2ª e gli slogan della 4ª tratti da “L’Albero”. Ogni intervento sembrava aggiungere una foglia nuova al grande albero simbolico che univa tutti.

Particolarmente sentita la lettura della storia “Il viaggio di un tiglio”, scritta da Cosetta Pellegrini, vicepresidente di Attive Terre. Un racconto semplice e intenso che ha aiutato i bambini a immedesimarsi nella giovane pianta pronta a mettere radici proprio accanto a loro.

Un gesto che unisce una comunità

Prima della messa a dimora, Andreello ha ricordato le motivazioni profonde che da anni sostengono l’iniziativa: educare alla responsabilità civica, creare esperienze dirette di contatto con la natura, avviare percorsi di consapevolezza sulla biodiversità e sul rispetto dell’ambiente.

La collaborazione tra scuola, famiglie, Istituto Comprensivo e Comune ha permesso di rinnovare un patto silenzioso ma potente: custodire insieme il futuro, un albero alla volta.

Le mani nella terra, l’emozione negli occhi

Il momento più atteso è arrivato quando i bambini, guidati da insegnanti, volontari e famiglie, hanno messo le mani nella terra. Tra stupore e trepidazione, il tiglio ha trovato il suo posto nel giardino della scuola. I due scolari più piccoli, Elisa e Nicolò, hanno avuto l’onore di collocarlo nel terreno. Qualcuno gli ha dato l’acqua, qualcuno lo ha accarezzato, qualcuno gli ha parlato piano. Sembrava che tutto il giardino trattenesse il respiro.

Quando l’ultima manciata di terra ha abbracciato il tronco, il tiglio non era più un semplice albero: era una promessa.
La promessa di una comunità ai suoi bambini.
Perché prendersi cura di un albero significa, sempre, prendersi cura del domani.

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