I consiglieri di Fratelli d'Italia Sandra Passadore e Simone Ceccarello denunciano due criticità importanti dell'amministrazione guidata dal sindaco Massimo Barbujani
sandra passadore consiglio comunale

ADRIA (Rovigo) – Ancora due ingerrogazioni da parte del gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale ad Adria rivolte al sindaco Massimo Barbujani ed al presidente del consiglio Fortunato Sandri che si sommano alle due già iscritte all’ordine del giorno della seduta di consiglio

La prima è in merito al degrado nel centro cittadino, alle irregolarità e quindi al rischio di criminalità.

I consiglieri comunali Sandra Passadore e Simone Ceccarello,
espressamente denunciano lo stato di degrado del centro cittadino, ponendo l’attenzione in particolare su immobili impunemente lasciati nella disponibilità di senza tetto per la maggior parte extra comunitari.

“In particolare nel pieno corso pedonale, fiore all’occhiello della nostra città, si apre una galleria che diventa latrina a cielo aperto e consente l’accesso ad immobili privati sfuggiti al controllo della proprietà, trasformati in covi di persone che vivono in situazione di irregolarità. La porta aperta in affaccio sulla galleria e la scena è quella di pavimenti ricoperti di escrementi umani e di rifiuti” denunciano da Fratelli d’Italia.

“Chiediamo rigoroso controllo del territorio, chiediamo sicurezza chiediamo di arginare fenomeni di degrado come quelli descritti, chiediamo risposte per i nostri figli per i nostri anziani per i nostri cittadini. Quali azioni vorrà adottare l’amministrazione, in quali tempi, con quali risorse e con quale prognosi di efficacia” interrogano Passadore e Ceccarello.

La seconda interrogazione è in merito all’utilizzo di apparecchiature irregolari da parte della Polizia locale adriese.

Passadore e Ceccarello chiedono notizie circa la diffida ricevuta da una associazione di automobilisti per la “sospensione dell’attività sanzionatoria e revoca autorizzazione” soprattutto alla luce del fatto che il Comune di Adria nel solo mese di ottobre avrebbe incassato dai quattro autovelox fissi ancora funzionanti 280.000 euro.

“Il Comune di Adria, esponendosi al rischio di contenziosi con ipotesi di condanna alle spese, nonostante la chiarezza giurisprudenziale – dichiara Sandra Passadore, avvocato – fa ancora uso di rilevatori elettronici della velocità privi del decreto di omologazione.
Il Comune di Adria e la provincia di Rovigo non hanno predisposto ed aggiornato i piani di sicurezza delle strade urbane ed extra urbane violando sistematicamente l’articolo 36 e l’articolo 1 del codice della strada”.

Da Fratelli d’Italia si chiede se l’amministrazione abbia intenzione di sospendere l’utilizzo delle apparecchiature illegittime di rilevamento della velocità, quali rimedi intendano adottare per favorire i destinatari delle sanzioni elevate in forza dei rilevamenti della velocità compiuti in manifesta e consapevole violazione di legge.

“Precisi l’amministrazione se intende provvedere con l’annullamento in autotutela dei verbali notificati ai cittadini o se sceglie di percorrere il rischio del contenzioso giudiziale esponendo le casse del Comune ad un danno ingiustificato” concludono i consiglieri Sandra Passadore e Simone Ceccarello.

One Comment
  1. ci sono irregolarita’?? nel privato chi sbaglia paga di tasca propria..enel pubblico<'

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