ADRIA (Rovigo) – Si alza il livello dello scontro politico ad Adria, dove il movimento civico Impegno per il Bene Comune attacca l’amministrazione guidata dal sindaco Massimo Barbujani, accusandola di nervosismo e di voler limitare il confronto democratico in Consiglio comunale.
Al centro della polemica, da un lato, la bocciatura di una mozione presentata dalla minoranza sul tema della sanità, dall’altro l’ipotesi di modifiche al regolamento consiliare che, secondo IBC, rischiano di comprimere gli spazi di intervento dei consiglieri.
“Reazione scomposta e maggioranza fragile”
Il direttivo del movimento civico parla di una “reazione scomposta” del sindaco dopo la bocciatura della mozione, interpretata come segnale di difficoltà interne alla maggioranza.
IBC rivendica il proprio ruolo di opposizione “matura e propositiva”, sottolineando la disponibilità a modificare il testo della mozione e ricordando alcuni voti favorevoli espressi in Consiglio, tra cui quelli su iniziative condivise con la maggioranza.
Al centro della richiesta resta il tema della sanità locale: secondo la minoranza, a quattro mesi da precedenti impegni condivisi, non sarebbero stati avviati strumenti concreti di monitoraggio delle criticità. Da qui l’auspicio che il confronto con il nuovo direttore generale dell’Ulss possa avviarsi già nel mese di aprile.
Regolamento nel mirino
Ma è soprattutto il secondo punto a inasprire il confronto. IBC denuncia infatti l’intenzione della maggioranza di modificare il regolamento del Consiglio comunale, riducendo i tempi per interventi, interrogazioni e presentazione di documenti.
Una scelta definita “gravissima”, perché – secondo il movimento – rischierebbe di limitare il ruolo di controllo della minoranza e di comprimere il dibattito democratico.
“Non si tratta di aggiustamenti tecnici, ma di una precisa scelta politica”, afferma il direttivo, che parla di un Consiglio trasformato in uno “spazio blindato”, con il rischio di ridurre al minimo il dissenso.
Commissioni e confronto
Nel mirino anche la mancata istituzione delle commissioni consiliari, ritenute strumenti fondamentali di controllo e garanzia. Una scelta che, per IBC, confermerebbe la volontà della maggioranza di accentrare le decisioni ed evitare un confronto strutturato.
Da qui la presa di posizione netta: il movimento annuncia che non resterà in silenzio e che difenderà “la dignità del ruolo dei consiglieri e la voce dei cittadini”.

















