La segreteria provinciale: “La città non è fuori controllo. Più prevenzione e servizi, non solo repressione”

ROVIGO – Un richiamo a superare la logica dell’emergenza e a investire su prevenzione e politiche sociali. È la posizione espressa dalla segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, che interviene sul tema della sicurezza a Rovigo dopo i recenti episodi di cronaca, tra cui quello avvenuto in via Silvestri (LEGGI ARTICOLO).

“L’episodio è grave e va affrontato con serietà – si legge nella nota – ma trasformare ogni fatto in un’emergenza nazionale non aiuta la città e non risolve i problemi”. Nel mirino, in particolare, la retorica della “tolleranza zero”, definita inefficace e riproposta “senza mai produrre risultati concreti”.

Secondo Rifondazione, il nodo centrale riguarda i tagli ai servizi sociali e alle politiche giovanili. “Da anni si riducono gli strumenti di prevenzione – evidenzia la segreteria – mentre oggi si invoca il pugno duro. È una contraddizione evidente”.

Richiamando i dati del rapporto Antigone, che evidenziano un aumento del 50% dei giovani detenuti negli istituti penali minorili negli ultimi tre anni, con una quota rilevante – l’83% – in attesa di giudizio definitivo, secondo il partito, si dimostra come l’inasprimento delle misure punitive non abbia prodotto maggiore sicurezza, ma piuttosto un incremento del ricorso al carcere a discapito dei percorsi educativi.

Rovigo non è una città fuori controllo – prosegue la nota – e alimentare paura significa distogliere l’attenzione dai problemi reali: mancanza di investimenti, carenza di opportunità e spazi per i giovani”.

Rifondazione Comunista si dice comunque favorevole a misure come maggiori controlli, videosorveglianza e illuminazione nei punti sensibili, ma respinge il ricorso a nuove strette normative in materia di sicurezza.

La città ha bisogno di politiche serie, di prevenzione e di comunità, non di propaganda”, conclude la segreteria, annunciando la volontà di continuare a chiedere investimenti strutturali e a denunciare le responsabilità politiche legate ai tagli ai servizi.

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