L'accordo non c'è ancora. Il capogruppo Lega in consiglio comunale con Monica Gabardella ed Antonio Rossini avvisano: non c'è più tempo

ROVIGO – “Il sindaco, ormai da settimane, con la sua giunta, continua a ripetere ‘stiamo lavorando’. Noi siamo convinti che gli amministratori e gli uffici lavorino ma, sommessamente, ci permettiamo di ricordare che ci sono delle scadenze da rispettare oramai é giunto il tempo di portare a casa il risultato per salvare l’Iras. Fuor di metafora: il termine ultimo per arrivare ad una positiva soluzione scade il 31 gennaio. Se non domani, quasi”.

A far suonare la sirena dell’allarme sono il gruppo Lega in consiglio comunale a Rovigo, guidato da Michele Aretusini, insieme alla lista di Monica Gambardella e Antonio Rossini che prendono fermamente posizione su una tematica di fondamentale importanza per la città e non solo, legata all’accoglienza degli anziani, autosufficienti e non, in una struttura pubblica, ma anche a tanti posti di lavoro.

“Il tempo stringe e dire ‘continuare a lavorare’ è una dichiarazione che non produce effetti concreti, purtroppo per i lavoratori e gli ospiti dell’Iras.Il Comune di Rovigo o entro la scadenza, indicata dal commissario straordinario Tiziana Stella, porta in consiglio comunale per l’approvazione l’accordo di programma, sul quale si sono già espressi positivamente quattro dei cinque enti coinvolti (tutti tranne il Comune), oppure di conseguenza il rischio sarà che si apriranno le porte per la liquidazione di Iras. Non ci sono altre strade, non ci sono altre ipotesi.

Quindi, sindaco, amministratori, dirigenti comunali, è il momento di decidere e di prendersi la responsabilità che competono. Il tempo delle fasi interlocutorie è finito” continua Aretusini.

Si deve decidere se salvare la maggiore casa di riposo pubblica del Polesine o se avviarla alla liquidazione prendendosi la responsabilità politica / amministrativa nei confronti dei rodigini. 

Inutile ricordare, poi, come una eventuale messa in liquidazione di Iras porterebbe con sé dispendiosi contenziosi con la Regione, oltre il ritorno al Comune di un enorme stabile vuoto, come Casa Serena, con ridottissime possibilità di recupero con altre ricadute fortemente negative sulla città” aggiungono dalla minoranza Lega.

“E’ per questo che ci appelliamo a sindaco, agli amministratori e ai dirigenti affinché prendano le decisioni migliori per la collettività, mettendo in sicurezza anziani e lavoratori e garantendo la continuità di un servizio pubblico che da secoli è una eccellenza di Rovigo” concludono Aretusini, Gambardella e Rossini.

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