Bergantino Vale è contro la rimodulazione della discarica di Torretta

Il progetto prevede l’incremento di 1.112.000 tonnellate di rifiuti in nove anni, per coprire le esigenze di tutta la Provincia di Verona

BERGANTINO (Rovigo) – In un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, tenutosi il 27 marzo scorso, il gruppo “Bergantino Vale”, che sostiene il candidato sindaco Gianni Fortuna per le prossime elezioni di giugno, ha espresso contrarietà al nuovo progetto di rimodulazione della discarica di Torretta. Se in verità la discarica insiste sul territorio di Legnago coinvolge Bergantino molto da vicino. La contestata rimodulazione prevede l’incremento di 1.112.000 tonnellate di rifiuti in nove anni, per coprire le esigenze di tutta la Provincia di Verona. 

L’incontro ha avuto lo scopo di illustrare in modo comprensibile e concreto il progetto e di raccogliere da parte della popolazione le osservazioni da inviare entro i termini previsti alla Regione del Veneto. 

“Bergantino Vale”, ha organizzato questa serata in quanto i sostenitori di lista sono convinti che occorra una grande trasparenza sull’argomento e che una mobilitazione partecipazione della comunità possa servire a modificare le decisioni. Infatti, accanto alle doverose e puntuali osservazioni avanzate dal Consiglio Comunale di Bergantino allargato ad alcuni membri delle commissioni tecniche ambientali, il candidato Fortuna ritiene debbano pervenire alla Regione anche le osservazioni dei cittadini, mostrando come sia l’intera comunità a preoccuparsi di questo gravoso problema. 

Il pubblico che ha partecipato all’iniziativa è stato numeroso e molto interessato e dopo l’illustrazione del progetto e dei suoi effetti pratici, il candidato sindaco Gianni Fortuna ha proposto alcune osservazioni che sono state integrate con il significativo apporto dei presenti. 

Le principali hanno riguardato l’aumento di volume e la superficie di discarica, la separazione delle attività di discarica con il superamento del sistema integrato dei rifiuti, la necessità di adeguamento del fondo per la gestione post-operativa o post mortem dell’impianto, l’analisi dei rischi per l’ambiente e la preoccupazione per le ricadute sul territorio.  In particolare è stata posta l’accento sull’inadeguatezza dello studio di impatto ambientale e sull’assenza di veri studi epidemiologici circa le ricadute sanitarie sulla popolazione. 

“Le osservazioni, – ha commentato il candidato – mirano a porre la parola fine a questa discarica attiva oramai da troppo tempo e a creare condizioni stringenti di controllo sia della gestione attuale sia della successiva gestione post operativa”. 

Ugo Mariano Brasioli

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