Per l’ex prima cittadina di Lendinara (Rovigo) l’area è uno straordinario polmone di verde posto nelle immediate vicinanze del centro della città e va tutelato

LENDINARA (Rovigo) – L’ex sindaca Clara Grossi, rompe il velo di silenzio che da due anni aleggia sul destino dell’area ex zuccherificio.

L’ex sindaca democristiana annota, infatti, che dai verbali del Consiglio comunale del 29 luglio 2022, emerge come il sindaco Luigi Viaro aveva detto: “Quindi preallerto, metto in preallarme il consiglio comunale, è una notizia che non vuole essere uno scoop, sapete che la Lendifin in questi giorni è stata acquistata e quindi il consiglio comunale sarà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, chiamato a dire la sua dal punto di vista dell’utilizzo urbanistico di quest’area. Sull’ex zuccherificio finalmente la gara non è andata a vuoto, l’asta non è andata a vuoto, c’è un assegnatario, un imprenditore di Vicenza che ha acquistato quest’area e che presto verrà a presentarsi in amministrazione, quindi non al Sindaco solo, ma in amministrazione, e inizieremo a ragionare con loro e capire in quell’area cosa si sta portando avanti.”  

Poco dopo questo annuncio con un comunicato (LEGGI ARTICOLO del 16 agosto 2022) Clara Grossi, da protagonista della nascita di Lendifin srl (anni 1990/1995 del secolo scorso), ha doverosamente precisato che la Lendifin srl, società costituita tra Comune, Amministrazione provinciale e Consorzio per lo sviluppo, era stata liquidata, per scelte politiche dell’amministrazione di Lendinara, e l’area venduta alla Bassano Grimeca, quindi nel 2022 non si doveva parlare di Lendifin ma di fallimento della Bassano Grimeca e quindi di vendita all’asta dell’area ex zuccherificio. 

In ogni caso, da quel consiglio comunale del 29 luglio 2022, di quell’area l’amministrazione Viaro non se ne è più mai occupata. “Ovviamente – continua la Grossi – mi è noto il nome della ditta che si è aggiudicata l’area ed anche il settore in cui opera. Non era e non è compito mio dare queste informazioni ma solo sottolineare che quanto affermato in sede consigliare dall’allora sindaco Viaro non ha avuto seguito, almeno apparentemente”.  Clara Grossi, però, non esclude che ci siano stati incontri riservati con l’acquirente o che sul futuro dell’utilizzo dell’area stessa ci siano informali promesse passate all’amministrazione nata l’8 giugno scorso. Di fatto il neo sindaco ha tenuto per sé tutte le deleghe attinenti alla possibile destinazione d’uso del territorio, in continuità con il suo predecessore. 

“Io considero invece l’area ex zuccherificio uno straordinario polmone di verde posto nelle immediate vicinanze del centro della città ed è anche l’unica e ultima area che possa creare prospettive per essere punto di attrattiva per una città in evidente sofferenza. Mi è difficile pensare che un imprenditore che investe cifre importanti, acquistando un’area delle dimensioni dell’ex zuccherificio (168mila metri quadrati) non abbia un’idea di riutilizzo/investimento per la propria azienda, magari per fare ciò che gli è stato negato nel vicentino”. 

In ogni caso l’ex sindaca ritiene sia ora che amministratori ed ex amministratori escano allo scoperto su quale futuro dare a quest’area per farla uscire dall’attuale mortorio di un centro commercialmente vuoto.

“Mi preoccupano le poche ed insignificanti parole del programma del gruppo “Obiettivi comuni” – aggiunge la Grossi – quando afferma di fornire supporto al processo di riconversione attraverso adeguati strumenti urbanistici, favorendo così lo sviluppo economico e occupazionale”. 

Considerata la continuità dichiarata dell’attuale amministrazione con la precedente e visti i due anni di silenzio, nonostante le numerose variazioni allo strumento urbanistico, la scrivente solleva molti dubbi. 

Quindi la riflessione finale: “Personalmente da lendinarese saprei quale futuro dare all’area ex zuccherificio… L’attuale destinazione urbanistica dell’area risale agli inizi degli anni 90 del secolo scorso, il futuro nel terzo millennio va invece pensato ad un uso molto diverso, guardando ad un’area vasta”. Insomma s’impongono scelte importanti e coraggiose che rompano il silenzio.

Ugo Mariano Brasioli

2 Comments
  1. quindi,da quel che si evince,il cosiddetto “polmone “va va lasciato cosi’..nell’incuria totaletra topi e zanzare….certo che dopo 20anni…sarebbe dìuopo un dovero silenzio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie