ROVIGO – Di fatto è caduta l’accusa per tentato omicidio e tentata strage per le bombe carta contro gli immigrati, i tre giovani polesani sono stati condannati a 6 anni di carcere a testa, ed una multa di 25 mila euro. Questa in sintesi la decisione della Corte d’Assise del Tribunale di Rovigo, presieduta dal Giudice Silvia Varotto, pronunciata intorno alle 14 di venerdì 7 marzo.
La Procura della Repubblica, rappresentata dalla dottoressa Manuela Fasolato, aveva chiesto, in una lunga ed articolata requisitoria, 16 anni ed 11 mesi di carcere a testa.
Contestate anche le aggravanti di aver agito con finalità di discriminazione ed odio etnico e razziale, di fatto annullate dalle attenuanti generiche. Attenuanti che, data la giovane età, unita all’incensuratezza, hanno di fatto contenuto il danno. In subordine la Procura aveva chiesto, nel caso in cui il tentato omicidio non venisse riconosciuto, 10 anni e 3 mesi di reclusione, oltre a 37 mila euro di multa.
Nessun commento della Procura dopo la lettura della Sentenza (attenderà le motivazioni prima di pronunciarsi sul ricorso), mentre l’avvocato Migliorini, decano del foro di Rovigo, ha commentato: “La tragedia mutò in commedia”.
I presunti responsabili (presunti perchè la Sentenza è di primo grado) sono tutti residenti in Provincia di Rovigo, S.N. del 2000 di Porto Viro, M.T. del 2002 di Taglio di Po, T.C. del 2001 di Loreo., difesi dagli avvocati Anna Osti, Marco Petternella e Luigi Migliorini. Pur avendo ottenuto una prima consistente vittoria, le difese ricorreranno probabilmente in Appello, e lo potrà fare anche la Procura. Il deposito delle motivazioni della Sentenza è previsto in 90 giorni, di fatto la partita non è ancora chiusa, è solo il primo tempo.
Nel dispositivo della Sentenza i tre polesani sono anche stati condannati a risarcire le Parti Civili, con una provvisionale immediatamente esecutiva. 15 mila euro al Comune di Adria, 10 mila euro per due vittime, e 5 mila euro per altri 9 soggetti. Imputanti condannati al pagamento anche alla rifusione delle spese di costituzione e rappresentanza sopportate dalle Parti Civili, circa 20 mila euro.
Tra le pene accessorie, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e durante la pena, oltre al pagamento delle spese processuali e la condanna al risarcimento del danno e spese delle parti civile costituite.
I fatti risalgono al 31 marzo 2023 (LEGGI ARTICOLO), secondo l’accusa e le minuziose indagini dei Carabinieri del comando provinciale di Rovigo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, i tre avrebbero collocato un ordigno esplosivo artigianale sulla base del portone del condominio di Borgo Fiorito a Cavanella Po (nel comune di Adria) in via Dogana n. 20. Provocò una deflagrazione tale da infrangere i vetri della porta d’ingresso al piano terra e delle finestre del piano ammezzato, distruggendo completamente l’androne.
L’esplosione fu talmente forte da devastare le porte di tre dei sei appartamenti posti al primo e al secondo piano dello stabile, ponendo così in pericolo l’incolumità dei condòmini presenti all’interno della palazzina. Erano le 22, l’ordigno secondo la Procura di Rovigo poteva uccidere. Inizialmente fu contestata la tentata strage, poi riqualificata in tentato omicidio.
La Procura della Repubblica di Rovigo ha chiesto (LEGGI ARTICOLO) ed ottenuto il processo immediato per i tre giovani polesani.
Quello del 31 marzo 2023 non è l’unico episodio contestato. A distanza di mesi un secondo raid, una ‘missione’ alle 4 di mattina al villaggio Tizè di Rosolina Mare il 29 luglio. Tre esplosioni nel cuore della notte udite a chilometri di distanza, una negli appartamenti a sud-est, le altri due a nord-est. All’interno degli alloggi alcuni extracomunitari. Qualche giorno dopo anche a Porto Viro, il 2 agosto, nei pressi della piscina comunale. I Carabinieri, con l’ausilio dei Ris, hanno tracciato le posizioni dei telefoni cellulari, analizzato le chat dei tre sospettati, ne è emerso per la Procura un quadro chiaro, limpido ed inquietante.
Oltre alla detenzione del materiale esplodente, di per sé grave, ci sono anche episodi di pestaggi e tentativi di investimento nei confronti di immigrati.
Di fatto i tre sono stati condannati per detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno artigianale esplosivo composto da una miscela di tipo pirotecnico a base di perclorato di potassio, polvere nera e alluminio (con l’aggravante di discriminazione razziale) ed esplosione e scoppio di ordigno esplosivo posto alla base del portone di via Dogana n.20 di Adria, frazione di Cavanella (con aggravante razziale), riconosciuto il vincolo della continuazione tra i medesimi reati (vedi Rosolina).














