La caccia in Veneto subirà una chiusura anticipata per quattro specie di uccelli, dopo che il TAR del Veneto ha accolto il ricorso presentato da alcune associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio regionale 2025/2026. A darne notizia è Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Tutela e Diritti degli Animali di Europa Verde.
Il decreto cautelare n. 651, firmato dal presidente della IV sezione del TAR, dispone che la caccia al tordo sassello si concluda il 10 gennaio, con 21 giorni di anticipo rispetto alla data del 31 gennaio stabilita dalla Regione. Per germano reale, canapiglia e gallinella d’acqua, la chiusura viene invece anticipata al 19 gennaio.
Secondo Zanoni, il provvedimento rappresenta “una vittoria della legalità e della scienza”, ponendo un freno a una gestione della fauna selvatica che, a suo giudizio, ha troppo spesso ignorato i pareri tecnici dell’ISPRA. L’esponente di Europa Verde sottolinea come la decisione del TAR non sia casuale, ma il risultato di un lungo lavoro istituzionale fatto di interrogazioni, accessi agli atti e iniziative in Consiglio regionale, che avrebbero contribuito a far emergere le criticità del calendario venatorio approvato dalla Giunta.
Nel mirino, in particolare, la pressione venatoria sugli uccelli acquatici in un periodo delicato dell’anno. La progressiva scomparsa delle zone umide, evidenzia Zanoni, rende infatti ancora più fragile l’equilibrio delle specie migratorie. Continuare a consentire la caccia fino a fine gennaio significherebbe colpire gli esemplari destinati alla riproduzione, compromettendo la continuità delle popolazioni selvatiche.

Il TAR ha richiamato la Regione al rispetto del principio secondo cui la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e deve essere gestita in modo sostenibile. Un richiamo che, secondo Europa Verde, evidenzia la mancanza di una reale volontà politica di tutelare la biodiversità, a fronte di scelte considerate troppo condizionate dagli interessi del mondo venatorio.
Il prossimo passaggio sarà la trattazione collegiale del ricorso, fissata per il 29 gennaio, ma nel frattempo il decreto è pienamente operativo. “Questo stop anticipato – conclude Zanoni – consentirà di salvare migliaia di animali e rappresenta un passo avanti verso un Veneto più rispettoso dell’ambiente e delle regole”.















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male..molto male…