L’associazione di minoranza critica le recenti dichiarazioni della prima cittadina: “Rovigo ha bisogno di presenza istituzionale e investimenti sull’integrazione, non di luoghi comuni”

ROVIGO – Rovigo ha bisogno di più presenza istituzionale e meno luoghi comuni. È questo il messaggio centrale della lettera aperta diffusa da Civica per Rovigo, associazione rappresentata in Consiglio comunale all’opposizione con la capogruppo Elena Biasin, dopo le dichiarazioni dalla sindaca Valeria Cittadin.

Nel mirino dell’associazione alcune espressioni utilizzate dalla prima cittadina, giudicate “semplicistiche” e potenzialmente offensive. In particolare, Civica per Rovigo contesta la frase “queste cose le fanno gli Zulu”, definendola un modo di affrontare temi complessi con scorciatoie linguistiche che rischiano di alimentare stereotipi e discriminazioni.

Secondo l’associazione, in città esiste un problema reale di ordine pubblico e disagio giovanile, ma non può essere affrontato con risposte immediate o generiche come il semplice “stare insieme”.

“Il grave disagio giovanile – in tutte le sue forme – va affrontato con politiche sociali, educative, economiche e giuridiche adeguate”, sottolinea Civica per Rovigo, respingendo l’idea che esistano “culture più resistenti all’integrazione”.

Le risorse rinunciate e la critica alle scelte dell’amministrazione

Uno dei punti più duri riguarda la gestione delle politiche di inclusione. L’associazione accusa l’amministrazione comunale di aver rinunciato a risorse statali significative, “oltre 500mila euro l’anno”, che avrebbero potuto finanziare strumenti concreti: educatori, mediatori linguistici, alfabetizzazione, orientamento al lavoro e accompagnamento all’autonomia.

“Parlare di integrazione senza investire in questi strumenti significa rinunciare nei fatti alla sicurezza e alla coesione sociale”, affermano i firmatari, definendo questa una scelta politica con conseguenze pesanti per la comunità.

Sicurezza e prevenzione: “Non bastano le zone rosse”

Civica per Rovigo critica inoltre l’approccio basato solo su misure emergenziali come le “zone rosse”, sostenendo che l’ordine pubblico si preserva anche attraverso prevenzione e educazione.

Tra le proposte citate, progetti nelle scuole con interventi delle forze dell’ordine per parlare ai giovani di legalità e per evitare percorsi di devianza.

“Non sarà alimentando una paura sociale e razziale che i problemi della nostra città si risolveranno”, conclude la nota.

Il riferimento a Sanremo

In chiusura, l’associazione richiama anche un simbolo culturale: la prossima edizione di Sanremo, con la presenza del rapper Sayf sul palco dell’Ariston, indicato come rappresentante di un’Italia multietnica che è già parte della realtà quotidiana del Paese. “Cara sindaca, lo ascolti!”, è l’invito finale di Civica per Rovigo.

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