A quarantacinque anni dall’iscrizione all’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Rovigo, una classe si è ritrovata al ristorante Ca’ Donà di S. Martino di Venezze 

ROVIGO – A quarant’anni dal diploma e quarantacinque dall’iscrizione all’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Rovigo, una classe si è ritrovata al ristorante Ca’ Donà di S. Martino di Venezze per condividere ricordi di tempi che furono. 

Il clima affettuoso che per cinque anni ci ha accomunato, è rimasto inalterato, solo qualche capello in meno o bianco in più. 

Era il 1977, quando poco di più di una ventina di adolescenti, tra cui anche delle coraggiose ragazze che hanno rotto gli schemi di quei tempi, decideva di affrontare un corso di studi ad indirizzo Geometri, più precisamente al mitico Amos Bernini di Rovigo. 

Cinque anni trascorsi nell’Ex Seminario Vescovile di Rovigo avendo avuto la fortuna di non dover mai traslocare, come purtroppo l’Istituto ha dovuto fare in seguito. 

Ragazze e ragazzi, forse un po’ impauriti, con tanti capelli e con una doverosa acne giovanile. Gli occhi erano pieni di sogni. 

ProvenivaNo dalle più disparate parti del Polesine, chi da Badia, chi dai paesi del medio Polesine, un nutrito numero proveniva: da Adria, da Pettorazza, da Rosolina, dalla lontanissima Porto Tolle; infine, chi dal territorio veneziano come Cavarzere e Chioggia. 

“Erano altri tempi, ma lo spirito  è rimasto inalterato. Stupendo ed emozionante se non commovente, è stato rivederci dopo tanti anni. L’ultima rimpatriata risaliva al 2014 (ben otto anni fa). 

Come non ricordare le gite scolastiche, alto momento formativo e di socializzazione: a Sirmione, a Mantova, a Cremona e Piacenza, in Umbria tra Gubbio, Assisi e Perugia (comprensiva di serata in discoteca). 

L’ultimo viaggio di istruzione è stato nel Delta del Po sul Battello Sesia per una visita alla Centrale di Polesine Camerini. Terminando l’elenco, le prove generali di Formula Uno ad Imola in classe quinta. 

Nel rivederci dopo tanti anni è stata forte l’emozione, raccontarci le nostre esperienze di vita e ritornare adolescenti anche solo per una serata. 

Tra quei banchi sono nate sincere amicizie, amori, ma soprattutto una grande solidarietà adolescenziale che ci ha sempre contraddistinto. 

Nei vari ricordi, sono stati menzionati con grande affetto i nostri insegnanti, gli assistenti, i collaboratori e i presidi. 

“Un pensiero del tutto particolare è andato al nostro caro compagno Gilberto Baldin, animo goliardico della classe, che ci ha tristemente lasciato da pochi mesi. Resterà sempre vivo il suo ricordo nei nostri cuori. 

Sono questi gli incontri che fanno bene al cuore e alla mente, per noi “valorosi” ultracinquantenni”. 

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