Il programma musicale dell’atto finale della XIV edizione di Musica e Poesia, traendo sempre spunto dai titoli presenti nella discoteca di Pasolini, si è aperto con il Rondeau dal Concerto in do maggiore K 415 di Wolfgang Amadeus Mozart, nella sua versione cameristica per pianoforte e quintetto d’archi. 

ROVIGO – Si è conclusa domenica 27 novembre presso l’Auditorium Marco Tamburini di Rovigo, davanti ad un folto pubblico intervenuto, la XIV edizione di Musica e Poesia, organizzata e offerta da Conservatorio di Musica Francesco Venezze, Fondazione Banca del Monte di Rovigo con il sostegno di Fineco Bank.

Il presidente della Fondazione Banca del Monte Giorgio Lazzarini ha ringraziato in apertura tutti coloro che hanno contribuito all’ottima riuscita degli otto eventi: il coordinamento Kammermusik del Conservatorio, il dott. Fiorenzo Scaranello, la prof. Natalia Periotto Gennari; ha poi lasciato la parola al dott. Gaetano Bisceglie di Fineco Bank che ha espresso vivo apprezzamento e gratitudine agli studenti del Venezze.

La riflessione di Giuseppe Fagnocchi è stata focalizzata su due frammenti di Pier Paolo Pasolini dedicati alla musica e al suo rammarico per non essere stato “scrittore di musica”, un’arte – nei repertori sinfonici e cameristici in cui il linguaggio strumentale si fa assoluto da riferimenti determinati – che esalta le “profondità senza confini della vita” ben oltre le immagini “piatte, o illusoriamente profonde, dello schermo”.

Il programma musicale, traendo sempre spunto dai titoli presenti nella discoteca di Pasolini, si è aperto con il Rondeau dal Concerto in do maggiore K 415 di Wolfgang Amadeus Mozart, nella sua versione cameristica per pianoforte e quintetto d’archi. Si tratta di una delle più felici espressioni del classicismo viennese nel binomio tra vita presente (gli Adagi interni) e anelito ad una dimensione infinita (Allegro). Al pianoforte Carlo Alberto Bacchi ha continuamente evidenziato non solo una eccellente brillantezza tecnica, ma un maturo “gusto” musicale fatto di continui e appopriati cambi di colore e di articolazione sempre in una discreta elasticità agogica e dinamica coinvolgendo il pubblico in un vero e proprio “discorso musicale” sulla Bellezza espresso nella raffinata tavolozza timbrica risonante dal viennese Bösendorfer e nei colori delicati degli archi.

In antitesi con la purezza ideale mozartiana è seguita una selezione di otto movimenti dal Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saëns in cui la dimensione strumentale si fa immagine di ironici quadri zoologici (narrati da Fabiana Sommariva) coinvolgenti sia gli stessi esecutori, sia celebri citazioni musicali “mascherate” e deformate rispetto ai testi originali, così che poco alla volta tutti gli strumenti diventano protagonisti del “bestiario”. Gli studenti del Venezze hanno dato prova di grande maturità anzitutto nella autonomia cameristica, ossia senza direttore come invece spesso avviene anche in esecuzioni a parti reali e nell’opportuna “lettura” dei brani alternando virtuosismo di elevata brillantezza e precisione, tensione espressiva e persino “gioco”, come suggerito in alcune pagine dal compositore. Un grande plauso meritano i travolgenti emioni e gli ironici “pianisti” di Marina Miani e Gianfranco Munafò ai pianoforti che hanno altresì sostenuto sempre con felici scelte di fraseggio, precisione e intelligente ricerca sonora, il cucù e le liriche frasi di Matteo Brusaferro clarinetto, i puntuali e taglienti fossili di Alberto Zongaro xilofono, le Tartarughe e il Leone di Domenico Nicola Percetti – anche solida spalla – e Alessandro Pelizzo violini e Andrea Bortoletto viola, l’ispirato Cigno di Alessia Bruno violoncello, e il grottesco ma sicuro Elefante di Alessandro Leone.

Infine, a chiudere l’omaggio a Pasolini, non poteva non essere che un brano di Johann Sebastian Bach, precisamente l’Andante dal Concerto BWV 1062 in cui i tre pianisti e il quintetto d’archi hanno ben saputo far vivere la musica attraverso una felice combinazione di forte espressione lirica e coerente lettura filologica.

Alla fine gli studenti e Giuseppe Fagnocchi hanno voluto rivolgere un saluto pubblico ad una persona speciale, Anna Bellagamba (ora docente di Musica da camera al Conservatorio di Ferrara), la quale nei cinque anni di permanenza a Rovigo ha svolto preziosi ruoli fondamentali nel coordinamento Kammermusik attraverso la creazione del gruppo di musica contemporanea VenezzeAlterEnsemble, la gestione della comunicazione e dei protocolli di sicurezza nei periodi di emergenza sanitaria nelle rassegne di Musica e Poesia con la formazione di un apposito gruppo di studenti, oltre all’elaborazione di un capillare Course Catalogue nel sito del Conservatorio e all’ideazione e realizzazione dei corsi di repertori cameristici online durante i periodi di lockdown, esperienza sfociata nel volume Kammermusik.

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