ROVIGO – “Un incontro che mi ha lasciato il segno. La sua umanità, il suo sguardo pieno di rispetto, la sua capacità di farti sentire importante, chiunque tu sia … Papa Francesco ha toccato il mio cuore e il nostro incontro resterà un ricordo che porterò sempre nel cuore.”
Così Tiziana Chiorboli, oggi componente della Giunta di Confartigianato Polesine, ricorda con emozione l’udienza con Papa Francesco a cui partecipò nell’aprile del 2019 come presidente regionale del settore Benessere e vicepresidente nazionale della categoria e rappresentante dell’Associazione intitolata a San Martino de Porres, patrono degli acconciatori.
La Chiorboli fu scelta per portare al Santo Padre alcuni doni simbolici sia del Veneto che del Polesine: la pubblicazione “Valori e radici” realizzata da Confartigianato Polesine sulle imprese artigiane del territorio, un volume dedicato al Comune di Canaro, suo paese d’origine, consegnatole per l’occasione dall’allora sindaco, e un libro d’arte sulla giovinezza di Tintoretto, omaggio della Regione Veneto attraverso il presidente Luca Zaia e l’assessore Cristiano Corazzari.
“Mi ha chiesto da dove venivo – racconta Chiorboli – e quando gli ho detto che abitavo in un paese di tremila abitanti, una briciola nel mondo, lui mi ha risposto che ogni luogo ha una sua dignità se ad abitarlo ci sono persone di fede e speranza. È l’animo umano a fare la differenza. Quelle parole mi hanno fatto riflettere: il valore che lui sapeva dare ad ogni persona, a ogni cosa, era immenso, nessuno doveva restare escluso. Ricordo che era in prossimità del mio compleanno, conoscerlo è stato il più bello della mia vita.”
A distanza di anni, quel momento resta impresso come testimonianza viva di spiritualità, umiltà e modernità. “Papa Francesco ha dato dignità al nostro lavoro, ci ha fatto sentire visti, ascoltati – conclude la Chiorboli -. Ha riconosciuto il valore delle donne, delle piccole realtà, ma ha anche inneggiato all’inclusione sociale, all’accoglienza, alla pace, il suo è stato un messaggio sempre orientato ai più deboli, era uno di noi”.
Confartigianato Polesine a nome del mondo artigiano vuole esprimere cordoglio profondo e affetto per la figura del Papa, ricordando anche l’udienza riservata agli imprenditori artigiani veneti avvenuta nel febbraio 2024.
“Papa Francesco disse che le macchine eseguono, ma gli artigiani inventano. Fu un messaggio potente – afferma il presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion – perché riconosceva la dignità di chi lavora con creatività, passione e competenza. Ha parlato di artigianato delle relazioni, di fraternità. Ci ha invitati a non limitarci a produrre beni, ma a costruire comunità, legami, futuro. Per noi è stato molto più di un discorso: è un modo di guardare al nostro mestiere in chiave umana e sociale.”
“Questo invito a diventare ‘artigiani di una nuova umanità’ – ha aggiunto Campion – ci responsabilizza e ci incoraggia. Come Confartigianato vogliamo continuare a sostenere i nostri imprenditori non solo dal punto di vista economico, ma anche valoriale. L’eredità che ci lascia Papa Francesco è quella di un impegno quotidiano fatto di rispetto, solidarietà e senso del bene comune.”


















