Confartigianato Polesine scrive al Prefetto di Rovigo, affinché possa intervenire sul Governo per risolvere il problema dei crediti incagliati legati ai bonus edilizi 

ROVIGO –  Il Presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion scrive al Prefetto Clemente Di Nuzzo affinché possa intervenire sul Governo per risolvere il problema dei crediti incagliati legati ai bonus edilizi. L’iniziativa rientra nella mobilitazione attivata dal Sistema Confartigianato Imprese Veneto, di concerto con Confartigianato nazionale e Anaepa, che ha inviato ieri una lettera anche al Presidente della Regione Luca Zaia. 

L’obiettivo è quello di portare il Consiglio dei Ministri a trovare una soluzione ai 19 miliardi bloccati a livello nazionale, di cui 1,8 solo nel Veneto (pari a 9,7% del totale), dopo il decreto che ha chiuso i rubinetti della cessione dei crediti e degli sconti in fattura.

“Per il Veneto si tratta di 1 miliardo e 843 milioni di euro sulle spalle di famiglie e imprese che, se non pagati, mettono a rischio migliaia di ristrutturazioni. Ad oggi sono oltre 48mila le asseverazioni autorizzate tra condomini e villette nella nostra Regione – fa sapere il Presidente Marco Campion -. In Polesine i crediti ammontano a 89.928.143 milioni di euro e se si considera l’economia della nostra provincia, si evince che molte imprese rischiano di naufragare”. 

La preoccupazione del sistema di Confartigianato è che si inneschi una vera e propria bomba ad orologeria, in cui imprese edili e tutto l’indotto, con ordinativi rimasti fermi nei magazzini, potrebbero incassare un pesante colpo.

“Gli effetti si estenderanno a tutti i settori collegati, ma colpiranno anche le famiglie beneficiarie degli interventi, con il rischio di decine di migliaia di contenziosi con i soggetti realizzatori e con le Autorità preposte ai controlli – afferma Campion -. Per questo noi presidenti territoriali veneti di Confartigianato ci siamo attivati anche con i Prefetti per sollecitare il Governo ad una soluzione”.

La prima emergenza è certamente lo sblocco dei crediti pregressi, una misura resa ora possibile anche dal recente Manuale Eurostat del 1° febbraio 2023, che ha fatto definitivamente cadere l’alibi dell’impatto sui conti dello Stato. Secondo Eurostat, infatti, il pregresso è già interamente conteggiato nel deficit italiano.

“Per sbloccare i crediti pregressi – spiega anche il Presidente di Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto – proponiamo tre soluzioni: un intervento di acquisto dei crediti da parte di un acquirente pubblico di ultima istanza anche coinvolgendo le grandi imprese partecipate; invitare gli istituti di credito che ancora avessero capienza per farlo ad acquistare i crediti nei cassetti delle aziende ma soprattutto consentire immediatamente agli Istituti di credito di utilizzare gli F24 a compensazione dei crediti maturati dalle imprese di tutte le dimensioni, dai professionisti e dalle famiglie. Misure che però risultano assenti dal decreto-legge approvato dal Governo. Qualsiasi altra soluzione parziale – conclude-, come l’intervento sulla responsabilità solidale contenuto nel DL, non risolve la questione in quanto non interviene sul problema principale, quello di individuare i soggetti che possono monetizzare crediti pregressi.

Il decreto approvato interviene anche sul blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura per tutti i cantieri di ristrutturazione ancora non avviati alla data del 17 febbraio. Sul futuro della politica di riqualificazione degli edifici, dopo la risoluzione del blocco dei crediti pregressi ed alla luce della recente approvazione da parte del Consiglio Europeo della roadmap per la casa green, è necessario aprire al più presto un confronto per definire gli strumenti fiscali e finanziari idonei a raggiungere questi ambiziosi obiettivi”.

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