Cinque consiglieri di maggioranza rassegnano le dimissioni. Cade definitivamente l'amministrazione di Angelo Malaspina. Dopo il Consiglio andato deserto e la diffida della Prefettura, si tornerà al voto.

CRESPINO (Rovigo) – La crisi politica del Comune di Crespino è arrivata al capolinea. Dopo settimane di tensioni e un Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale, sono arrivate le dimissioni dei cinque consiglieri rimasti nella maggioranza del sindaco Angelo Malaspina (LEGGI ARTICOLO).

«Ho appena ricevuto via Pec le dimissioni formalizzate dei residui cinque consiglieri di maggioranza qui a Crespino. Sindaco solo e, quindi, adesso si può dire che sia tutto finito», è il messaggio che sancisce, di fatto, la conclusione dell’esperienza amministrativa.

Le dimissioni chiudono una crisi che era esplosa pubblicamente lo scorso 30 giugno, quando il Consiglio comunale convocato per approvare il rendiconto 2025, già in ritardo di due mesi e oggetto di una diffida della Prefettura, non aveva potuto nemmeno aprire i lavori per l’assenza del numero legale.

Sul tavolo vi erano provvedimenti decisivi per la sopravvivenza dell’ente: il bilancio consuntivo, una variazione di bilancio, il riconoscimento di un debito fuori bilancio e il piano di rientro dal disavanzo.

Secondo quanto denunciato dall’opposizione guidata da Massimo Finotti, il rendiconto evidenzierebbe un disavanzo superiore al mezzo milione di euro, mentre la Corte dei Conti avrebbe già segnalato gravi criticità nella gestione finanziaria del Comune, chiedendo una profonda riorganizzazione amministrativa.

Dopo il Consiglio andato deserto, la Prefettura aveva concesso venti giorni di tempo per approvare il bilancio, fissando il termine con una formale diffida. Il sindaco Malaspina aveva quindi riconvocato l’assemblea per il 13 luglio.

Le dimissioni contestuali della maggioranza cambiano però radicalmente lo scenario politico e amministrativo. Venendo meno il sostegno consiliare al primo cittadino, l’esperienza amministrativa può considerarsi conclusa e il Comune si avvia verso il commissariamento prefettizio (LEGGI ARTRICOLO), in attesa dei successivi adempimenti previsti dalla normativa.

Si chiude così, a meno di due anni dall’insediamento, il mandato dell’amministrazione Malaspina, travolta da una crisi interna culminata nella dissoluzione della propria maggioranza consiliare e nell’impossibilità di proseguire l’attività amministrativa.

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