Defunti che non hanno ancora diritto ad avere il nome inciso su una vera e dignitosa lapide

La lettera di Arianna Corroppoli che nel frattempo ha scritto al Sindaco di Ceregnano (Rovigo) per risolvere la questione

CEREGNANO (Rovigo) – Mia mamma, una ceregnanese di nascita, di vita e di impegno, mancata il 15 agosto scorso per il sindaco non ha diritto a riposare in pace. E con lei tanti defunti sepolti in un’ala del camposanto, che è un cantiere congelato da mesi.

Nonostante i familiari dei defunti abbiano pagato per intero il lavoro di sepoltura, comprensivo delle più canoniche caratteristiche minime, luce e lapide, mia mamma e gli altri defunti non hanno ancora diritto ad avere il nome inciso su una vera e dignitosa lapide, un regolare vaso porta fiori e un lumino perenne.

Già qualche settimana fa, dopo lunghissima e silente attesa, esterrefatta dalle incredibili lungaggini, ho indirizzato le mie tristi lamentele al Sindaco Marchetti, dal quale ho ricevuto in tutta risposta una telefonata farfugliata con giustificazioni che non intendo accettare ne’ comprendere.

Mi chiedo deve sia il rispetto per i propri cittadini, che per tutta la vita hanno camminato sulle vie del paese, e hanno contribuito con la propria presenza e creatività allo sviluppo del territorio e della società ceregnanese.

Mia mamma non merita questo. E nemmeno i defunti coi quali condivide questo spazio, che ci è stato proposto dall’ufficio comunale competente, come unico possibile, terminabile con pochi e veloci passaggi.

Gruppi sportivi – le famose majorettes di Ceregnano – centro ricreativo per anziani, parrocchia, Caritas e senz’altro dimentico luoghi fisici e ideali del paese dove mia mamma, insieme a papà, ha prestato la propria gratuita, entusiasta, costruttiva opera. Incredibile che questo sindaco non abbia rispetto per tutto questo.

Arianna Corroppoli

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