Il presidente Carlo Salvan: “Servono approfondimenti seri per tutelare agricoltura, ambiente e salute dei cittadini”

ROVIGO – Coldiretti Rovigo ha trasmesso formalmente le proprie osservazioni alla Provincia e al Comune di Rovigo in merito al progetto Ecopol (LEGGI ARTICOLO), illustrato nei giorni scorsi durante l’assemblea pubblica, alla quale ha preso parte anche il presidente di zona Roberto Santato.

A spiegare la posizione dell’organizzazione agricola è il presidente provinciale Carlo Salvan, che esprime forti perplessità sulla proposta: «Per quanto concerne la progettualità – afferma – emergono legittime e preoccupanti criticità sugli impatti ambientali e sulla sicurezza dei cittadini. La modalità e le tempistiche con cui il progetto è stato presentato non hanno favorito una conoscenza approfondita e nemmeno le delucidazioni fornite in assemblea sono state sufficienti a chiarire i dubbi. Per questo abbiamo ritenuto necessario formalizzare le nostre osservazioni».

Nel dettaglio, Coldiretti evidenzia che la modifica dell’impianto introduce una nuova linea di riscaldamento di terreni inquinati, che comporterebbe l’evaporazione di composti pericolosi e la decomposizione dei contaminanti organici a temperature fino a 1000 gradi.
Tuttavia, sottolinea l’associazione, non è chiaramente definita la tipologia dei terreni in ingresso (LEGGI ARTICOLO), rendendo impossibile stabilire con certezza se tutti i composti inquinanti vengano effettivamente distrutti o se una parte possa solo volatilizzarsi, con il rischio di ricadute sui terreni agricoli dei comuni limitrofi.

Ulteriori criticità riguardano l’aumento dei volumi di attività del sito: se da un lato è previsto un calo delle tonnellate di rifiuti pericolosi stoccati, dall’altro è stimato un incremento del traffico di circa 10 camion al giorno rispetto alla situazione attuale, con ricadute su viabilità, qualità dell’aria e sicurezza.

«Già un anno fa – ricorda Salvan – avevamo chiesto pubblicamente che l’impianto fosse sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale. Oggi torniamo ad appellarci al senso civico e al ruolo istituzionale del presidente della Provincia e del sindaco, affinché vengano tutelati i cittadini e gli agricoltori».

La preoccupazione di Coldiretti è legata anche alla collocazione dell’impianto, inserito in un’area a forte vocazione agricola: «A pochi chilometri di distanza – conclude Salvan – insistono coltivazioni orticole e frutticole di pregio, comprese produzioni biologiche. È indispensabile sciogliere ogni dubbio e fornire certezze al territorio per preservare un valore agricolo, economico, sociale e ambientale che appartiene a tutta la comunità polesana».

Un intervento che si aggiunge alle numerose prese di posizione sul progetto Ecopol e che rafforza la richiesta di maggiore chiarezza e approfondimento nel percorso autorizzativo.

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