Venerdì 7 marzo in Sala Consigliare a Bosaro si terrà una serata all’insegna della poesia e della riflessione, secondo evento sabato alle ore 17.30 in Sala Celio in Provincia

BOSARO (Rovigo) – Venerdì 7 marzo alle ore 21 in Sala Consigliare a Bosaro si terrà una serata all’insegna della poesia e della riflessione su ciò che significa oggi celebrare ancora la Giornata Mondiale dedicata alla Donna.A Bosaro Sindaca, Vicesindaca e le Assessore si alterneranno nel leggere alcune poesie di Antonella Bertoli mentre la stessa reciterà scritti ironici sull’essere femmina oggi ed Edda Cominato proporrà al pubblico le sue poesie in lingua veneta.  

Nel 1909 negli Stati Uniti nasce l’idea da parte del Partito socialista americano di dedicare alle Donne e ai loro diritti una giornata; l’anno seguente la proposta venne raccolta da Clara Zetkin a Copenaghen, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. Dai documenti di quel congresso non sono chiare le motivazioni che spinsero alla scelta proprio di quella data specifica, l’8 marzo, e in realtà e fino al 1921 i singoli Paesi scelsero giorni diversi per la celebrazione. È solo in occasione della Seconda Conferenza delle donne comuniste (Mosca, 1921), che viene proposta e approvata un’unica data per le celebrazioni, in ricordo della manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo (1917). 

Sabato 8 marzo alle ore 17.30 in Sala Celio quattordici “Rose” si esibiranno in una sorta di commedia che va al di là dello spazio-tempo, dove si ritroveranno la Mosè degli afroamericani, Araminta Minty Ross che ha combattuto per l’abolizione della schiavitù e poi per il suffragio femminile; Olympe de Gouges che ha scritto la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina nel 1791; Livia Bianchi una delle tante Partigiane attive nella Resistenza dopo l’armistizio del 1943 fucilata dai nazifascisti; Rosa Parks che nel 1955 ha rifiutato di cedere il posto su un autobus a un bianco dando inizio al boicottaggio dei bus a Montgomery; Louise Michel, chiamata la lupa assetata di sangue della Rivoluzione francese perché ha partecipato all’incendio dell’Hôtel de Ville con la divisa della guardia nazionale; Simone de Beauvoir, filosofa e scrittrice del XX secolo che ha lottato per l’uguaglianza di genere; Carla Lonzi femminista radicale che ha scritto vari testi tra cui Sputiamo su Hegel, La donna clitoridea e la donna vaginale;  Anna Maria Mozzoni nata nel 1837 e che ha capito subito che appartenere al “gentil sesso” significava non aver accesso al mondo del lavoro e al mondo dell’istruzione e a dover sottostare al volere della propria famiglia o del marito; Ahou Daryaei nata in Iran che ha avuto il coraggio, la rabbia e la disperazione di compiere un gesto di libertà assoluta spogliandosi nella pubblica piazza di Teheran; Celeste Caeiro che dato il nome alla rivoluzione portoghese, conosciuta da tutti come “la rivoluzione dei garofani” del 25 aprile 1974.

Otto Marzo, ancora e sempre perché le donne sono cittadine, perché pagano tasse e imposte, perché producono ricchezza, perché pagano l’imposta del sangue nei dolori della maternità, perché portano il contributo dell’opera e del denaro al funzionamento dello Stato. Sono tutte qui perché hanno capito che solo insieme, donne e uomini, si possono cambiare le cose.

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