Una serata dedicata al repertorio classico viennese e alle nuove promesse della musica, tra Beethoven, Mozart e una rara incursione novecentesca

ROVIGO Si è svolto mercoledì 1 aprile al Teatro Sociale il concerto sinfonico dell’Orchestra del Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo, un appuntamento che ha confermato ancora una volta il valore e la vitalità delle giovani generazioni musicali.

Sul palco, sotto la direzione esperta di Elisabetta Maschio, si sono distinti tre solisti selezionati attraverso audizione nell’anno accademico 2025/2026: il pianista Andrea Simone De Nicolò, il trombonista Alessandro Fraccascia e la violinista Anna Odobashi. Un’occasione preziosa per giovani interpreti di talento di confrontarsi con il pubblico e con un repertorio di grande impegno, in un contesto professionale di alto livello.


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Il programma della serata ha proposto un percorso affascinante nel cuore del classicismo viennese, con pagine di Beethoven e Mozart, affiancate da una significativa apertura al Novecento. In particolare, il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra di Beethoven ha messo in luce le qualità espressive e tecniche del giovane solista, mentre il celebre Concerto per violino KV 219 di Mozart ha offerto momenti di eleganza e brillantezza.

Di particolare interesse anche l’esecuzione del Concerto in fa minore per trombone e orchestra di Launy Grøndahl: una scelta meno consueta che ha valorizzato uno strumento raramente protagonista in ambito solistico, ampliando l’orizzonte del programma.

A chiudere la serata, la monumentale Sinfonia “Jupiter” di Mozart, interpretata con energia e attenzione stilistica dall’orchestra, ha rappresentato il culmine di un concerto costruito con coerenza e ambizione.

Come sottolineato dalla direttrice Maschio, il progetto artistico ha voluto porre l’accento sul linguaggio del classicismo, uno stile apparentemente limpido e naturale, ma ricco di sfide interpretative profonde, ideale per la formazione e la crescita dei giovani musicisti.

Il concerto, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Rovigo, ha registrato una partecipazione significativa di pubblico, attratto anche dalla formula accessibile dell’ingresso simbolico. Un segnale importante dell’interesse verso iniziative che uniscono formazione, qualità artistica e valorizzazione dei nuovi talenti.

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