BADIA POLESINE (Rovigo) – Giovedì 21 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Poesia, la Biblioteca, in collaborazione con il Gruppo di Lettura “Un libro per Amico”, animato da Mirka Tolini, e l’Associazione “Teatro Arte dell’Incontro”, ha organizzato due appuntamenti culturali dedicati alla poesia al femminile.
Alle 18.30 e per circa un’ora, in un affollatissimo Bar Teatro in Piazza Vittorio Emanuele II, c’è stato l’evento “Poesia è Donna” (seconda edizione). Un aperitivo con lettura condivisa di poesie per ricordare Alda Cortella e altre poetesse italiane e del Polesine, aperto con i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura Valeria Targa.
Settant’anni fa, la giovane badiese Alda Cortella, chiudeva prematuramente i suoi giorni senza veder pubblicato il suo atteso volume “Quarta vigilia”. Erano altri tempi e non c’erano i social. Le sue poesie, in seguito pubblicate a cura di Bino Rebellato e della famiglia Cortella, però ci restano. Sono componimenti in cui l’amore dalla sensualità appena abbozzata non è mai trionfante, ma resta sospeso in quella Badia che non c’è più, in un leopardiano sabato che non vedrà mai la domenica, relegato ad un’eterna vigilia fra sogni in cui “…persino le stelle tornano a morire colme di desideri”.
Il pomeriggio è stato allietato dal dono di rose confezionate dal gruppo di volontarie che si ritrovano settimanalmente in biblioteca e dalle musiche del chitarrista Michele Ghirotto. All’incontro, supervisore della selezione poetica proposta, c’era il poeta Michele Naletto che ha invitato gli uditori ad ascoltare le letture “come un’unica poesia”.
Successivamente, alle 21 in Sala Soffiantini nella Vangadizza, il tour de force poetico ha visto protagonista Alda Merini con “Alda e le sue stagioni”. Si è trattato di una serata culturale introno alla vita e alle opere della poetessa, nel giorno della sua nascita. Poesie raccontate, lette e liberamente illustrate da Anna Paola Bassani (acutamente definita dalla presidente del Comitato Daniela Barboni “Un’Alda Merini della maturità”). Sul palco, Manuela Tavian (Alda Merini che racconta sé stessa) Alberto Razzo (l’architetto della serata)che ha contestualizzato il mondo in cui è vissuta la poetessa milanese e gli aspetti della malattia mentale prima della legge Basaglia. Il tutto con il delicato accompagnamento musicale di Mario Marcassa.
Verso la fine della pièce,è rimasta in scena solo la Merini (Anna Paola Bassani) a scrivere bevendo un caffè e con l’immancabile sigaretta, mentre la voce fuori campo un giornalista la intervista accompagnando gli spettatori ad esplorare il suo mondo. Il mondo sofferto di un fiore nato il 21 marzo di 93 anni fa, a primavera.
“È stato uno spettacolo di forte impatto emotivo”, ha commentato Daniela Barboni soddisfatta dell’esito e per la buona affluenza di un pubblico “molto attento”.
Ora il prossimo appuntamento culturale è per sabato mattina quando, alle 10,30, nel chiostro dell’abbazia sarà inaugurata la mostra “Il mio inferno –Dante profeta di speranza” (leggi articolo del 13 marzo scorso).
Ugo Mariano Brasioli



















