La società portotollese, in una nota, spiega la sua versione dei fatti attaccando frontalmente il sindaco Roberto Pizzoli (Rovigo)

PORTO TOLLE – “Alla luce delle odierne dichiarazioni dell’Amministrazione Comunale, è doveroso da parte nostra pubblicare l’ultima comunicazione inviata in data 5 Luglio u.s. al Sindaco e all’Assessore allo Sport.” Così la società Delta Porto Tolle.

Ci preme evidenziare che nessuna proposta concreta e reale di acquisizione di titolo e matricola ci è pervenuta, e che mai l’amministrazione si è fatta parte attiva presentandoci imprenditori e cordate.

Pubblichiamo queste poche righe per rendere pubblica la realtà dei fatti e anticipando che sarà l’unica e ultima comunicazione di questa società”.

“‘Egr. Sig. Sindaco, Egr. Sig. Assessore,

riceviamo solo in data 4 Luglio, un riscontro alla nostra del 22 Giugno u.s., nella quale esprimete il Vostro rammarico per la decisione presa, chiedete se vi siano i margini per un ripensamento, chiedete se esiste la possibilità di mantenere in vita matricola e titolo, e ribadite la Vostra disponibilità al confronto.

Credo che sia doveroso ripercorrere la vicenda dal Suo sorgere.

In data 22 Maggio u.s. Il Delta Calcio Porto Tolle ottiene la salvezza sul campo e mantiene la categoria, dopo due giorni con mail la società richiede un appuntamento, per poter discutere dei problemi legati al campo di allenamento e alla struttura dello Stadio U. Cavallari.

L’incontro viene da Voi fissato per il 30 maggio, la Società si presenta presso il Suo ufficio e in presenza Sua e dell’Assessore allo Sport avanza le seguenti richieste:

1. Campo di allenamento in gestione per evitare di essere allontanati per i più svariati motivi dopo un paio di mesi dai gestori attuali, come negli ultimi 4 anni. Con l’impegno di dare spazio anche alla squadra che attualmente lo gestisce.

2. Lavori di rifacimento manto erboso dello Stadio Cavallari, rovinato per l’impossibilità di allenarsi altrove negli ultimi anni.

All’incontro abbiamo rappresentato la nostra sensazione di abbandono da parte delle Istituzioni, e fatto presente che non avremmo lavorato un altro anno in quelle condizioni e che avevamo necessità, soprattutto per i lavori al campo, di avere indicazioni quanto prima.

La Vostra risposta è stata che in pochi giorni ci avreste presentato una proposta.

Questa proposta è arrivata con mail il giorno 20 Giugno, dopo 21 giorni, e non ci avete convocato per discuterla o addirittura presentarcela, avete preferito inviarla con una mail di poche righe, nella quale si diceva, che dopo un Vostro confronto con le società che gestiscono i campi, la nostra squadra poteva essere ospitata dagli attuali gestori a Ca’Venier, e che un’eventuale juniores poteva essere accolta a Polesine.

Aggiungevate che eravate disponibili anche a qualche lavoro sui campi.

In sostanza, nulla di nuovo, nulla di così sorprendete da impiegare 20 giorni per rispondere!

In data 22 giugno comunichiamo la nostra volontà di non iscriverci per gli stessi motivi elencati il 30 maggio.

In data 1 Luglio alle ore 20,30/21,00 (dopo 10 giorni dall’ultima nostra comunicazione e a 7 giorni dall’apertura delle iscrizioni) Il Sindaco telefona al Presidente per chiedere se ci aveva ripensato e che cosa intendeva fare del titolo e della matricola.

Il 4 Luglio, finalmente, anche un riscontro scritto alla nostra del 22 giugno.

In questi quaranta giorni dove si colloca la Vostra disponibilità al confronto, visto che non avete avuto nemmeno l’educazione di convocarci per comunicare la Vostra deprimente proposta?

Cosa dovrebbe spingere un Presidente che ha investito per 15 anni e che chiede un campo di allenamento da 4 anni, a rivalutare la Sua scelta, senza una controproposta o una Vostra richiesta di confronto?

Forse pensate che il solo fatto di chiedere se vi sia la possibilità di mantenere in vita titolo e matricola a luglio, senza nemmeno sapere come fare, a Vostro avviso Vi riabilita dal Vostro immobilismo e davanti all’opinione pubblica.

Vi ricordo che questa società ha acquisito le quote del Delta pagandone debiti e restituendo i finanziamenti dei vecchi consiglieri, che al momento della promozione nel professionismo, su proposta del Presidente, hanno rinunciato a partecipare.

La società non ha ancora rilasciato dichiarazioni, perché non crede di aver bisogno di giustificarsi di una scelta forzata, tutti conoscono la situazione in cui eravamo costretti a lavorare da anni, Voi per primi, siamo convinti di aver dato lustro al nostro Comune e che la chiusura di una realtà sportiva così importante sia un danno per tutti. Tutto il resto sono chiacchiere da bar e tentativi di salvare la faccia.

Un grande politico diceva ‘la politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomigli molto alla prima’. E forse aveva ragione”.

Ad maiora!

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