Un convegno a Rovigo per mettere al centro autonomia, diritti e partecipazione, tra istituzioni, famiglie e terzo settore.

ROVIGO – Nell’ambito del progetto “Giovani Energie”, finanziato dalla Regione del Veneto, l’ente di formazione Equasoft srl, in collaborazione con il CSV – Centro Servizi al Volontariato di Padova e Rovigo, ha organizzato il convegno “Il progetto di vita come pianificazione del futuro”, dedicato alla condizione dei giovani con disabilità nella provincia di Rovigo. Un’importante occasione di confronto tra istituzioni, professionisti e associazioni del territorio.

All’incontro hanno preso parte numerose autorità e rappresentanti del mondo sociale e sanitario. L’assessore all’associazionismo Renato Campanile ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, sottolineando l’importanza del lavoro di rete. I lavori sono stati introdotti da Leonardo Peretto, consigliere del CSV. Presenti anche l’avvocata Damiana Stocco per la Fondazione Cariparo, don Damiano Furini per la Curia di Rovigo e il dott. Segafredo per la Fondazione Oggi e Domani.

Il momento di riflessione sul tema del progetto di vita è stato fortemente voluto dall’associazione Down Dadi Polesine, da anni impegnata nella promozione dell’autonomia delle persone con disabilità, in ambito abitativo, sociale e lavorativo. Il convegno è stato anche l’occasione per presentare l’ultima abitazione concessa in comodato d’uso dalla Curia di Rovigo e ristrutturata grazie al contributo del Bando Autonomia Più della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Lo psicologo Pietro Berti ha approfondito il concetto di progetto di vita come strumento partecipato e personalizzato, riconosciuto dalla normativa italiana come un vero e proprio diritto (Legge 328/2000, L. 227/2021). Non un atto burocratico, ma un percorso che integra desideri, potenzialità e bisogni, organizzando risorse pubbliche e private per favorire inclusione e autonomia.
Tra i punti chiave illustrati: Approccio centrato sulla persona, costruito insieme alla persona con disabilità e alla sua famiglia; Pianificazione strategica, che integra risorse formali e informali; Aree di intervento che spaziano da istruzione e lavoro a salute, abitare e relazioni sociali; Procedura attivabile presso il Comune di residenza; Evoluzione continua, con un progetto dinamico che si adatta ai cambiamenti della vita.

Attraverso questo strumento, la pianificazione del futuro diventa un vero atto di attivismo sociale, capace di unire i sogni delle persone con la realtà quotidiana, sostenendone l’autonomia.

La dott.ssa Eleonora Boarini ha posto l’attenzione sul ruolo dei genitori-caregiver, sottolineando come diventare genitori di un figlio con disabilità significhi affrontare difficoltà spesso impreviste. Da qui l’importanza di creare spazi di ascolto, individuali o di gruppo, in cui condividere esperienze, bisogni e possibili soluzioni.

Sul tema del “Dopo di noi”, è intervenuta la dott.ssa Anna Zeviani della Fondazione Oggi e Domani, illustrando percorsi e opportunità per costruire fin dalla giovane età progetti di vita orientati al futuro. La Fondazione si propone come punto di riferimento per persone con disabilità, famiglie e caregiver, promuovendo una visione di lungo periodo che metta al centro autodeterminazione, progetto di vita e budget di salute, in un’ottica di filiera integrata dei servizi.

Infine, l’ASL 5, rappresentata dalla dott.ssa Laura Farinella e Lara Raimondi per il Distretto 1 e dal dott. Giorgio Bettarello e Francesco Merlo per il Distretto 2, ha illustrato i servizi attivi sul territorio, evidenziando le opportunità esistenti a supporto delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Un convegno che ha ribadito con forza come il progetto di vita non sia solo uno strumento tecnico, ma una scelta culturale e sociale, capace di costruire futuro, dignità e inclusione.

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