Studenti e pensionati polesani a Roma sabato 7 ottobre, per la manifestazione organizzata dalla Cgil con oltre 100 Associazioni in tutta Italia  

ROMA – Quasi 400 lavoratori, studenti e pensionati polesani, arrivati nella Capitale con corriere e treno, che hanno partecipato alla affollata manifestazione a Roma di sabato 7 ottobre, denominata “La Via Maestra; insieme per la Costituzione”,  organizzata dalla Cgil e da oltre 100 Associazioni in tutta Italia (con il comitato provinciale costituitosi anche a Rovigo lo scorso mese con Cgil,  Anpi, Libera, Legambiente, Arci, Emergency, Auser, Sunia, Federconsumatori, Rete Studenti Medi e UDU).

I presupposti della manifestazione – e della successiva mobilitazione che proseguirà anche nei prossimi mesi –  si fondano sulla necessità non di modificare per interessi di parte, attraverso la stessa autonomia differenziata,  l’attuale nostra Costituzione ma di attuarne pienamente i principi e gli articoli su cui si fonda, come il valore del lavoro dignitoso, l’uguaglianza, la Pace, i diritti sociali e civili e l’universalità del welfare pubblico a partire da sanità ed istruzione.

Nel documento alla base della mobilitazione si vuole affermare con forza, nei confronti di Governo e Istituzioni locali così come delle controparti datoriali, la non più rinviabile necessità di affrontare, con scelte precise, il problema dei bassi salari, di una legge sulla rappresentanza che dia valore ai Ccnl stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e con la previsione di salario minimo, contrastando i “contratti pirata”, e della lotta contro il lavoro precario ed all’infinita catena di appalti e sub-appalti.

Ancora si chiede, aspetto fondamentale, di aumentare gli investimenti e la spesa corrente a favore della sanità pubblica universale sempre più in difficoltà, di valorizzare l’istruzione pubblica, di creare un sistema fiscale progressivo e redistributivo che aumenti il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati,  senza condoni o sanatorie, combattendo l’evasione e tassando maggiormente le grandi rendite finanziare improduttive oggi tassate la metà dei redditi da lavoro e pensione;  non più rinviabile rimane una completa riforma del sistema pensionistico che salvaguardi prima di tutto il futuro pensionistico delle giovani generazioni. Infine per uno sviluppo di qualità, importantissimo anche per la nostra Provincia, sono indispensabili serie politiche industriali che puntino alla transizione ambientale ed energetica, riconvertendo dove necessario il nostro sistema produttivo e dando i necessari strumenti formativi ai lavoratori per non escludere nessuno ed aumentare la buona occupazione sia dal punto di vista salariale sia da quello delle condizioni di lavoro.

“La partecipazione della Cgil polesana con così tante persone – evidenzia Pieralberto Colombo

Segretario Generale CGIL Rovigo – sottolinea quanto tali argomenti siano ancor più decisivi per il nostro Territorio, dove ancora oltre l’80% delle nuove assunzioni avviene con contratti precari, dove vengono applicati  “contratti pirata” soprattutto nel mondo dei servizi e turismo comprimendo diritti e salari e dove con una popolazione sempre più anziana – con una percentuale di over 65 che ormai supera il 25% del totale –  i correlati temi di maggiori e costanti investimenti a favore della sanità pubblica, anche territoriale, e delle sue risorse umane sono ancor più urgenti.

Tutti queste tematiche sono state anche discusse,  nel mese di settembre scorso, nelle tante assemblee svoltesi nei luoghi di lavoro polesani e nel nostro Territorio (112 le assemblee in totale effettuate, coinvolgendo poco più di 2.500 persone), terminate con un voto certificato da parte di

lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e studenti per un mandato pieno a proseguire nella mobilitazione, fino allo sciopero generale se necessario, per cambiare l’attuale modello sociale ed economico perseguito fino ad oggi dal Governo”.

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