Dopo la nota della Procura di Rovigo, il personale del Provveditorato difende il proprio operato e chiede rispetto per il lavoro svolto

ROVIGO – Dopo la comunicazione ufficiale della Procura della Repubblica di Rovigo, firmata dalla procuratrice capo Emanuela Fasolato, in merito alle indagini su appalti e affidamenti dell’ULSS 5 Polesana (LEGGI ARTICOLO), arriva una presa di posizione corale da parte di tutti i dipendenti del servizio Provveditorato–Economato dell’azienda sanitaria.

Una nota, indirizzata agli organi di informazione e trasmessa anche alla Direzione generale e alle rappresentanze sindacali aziendali, nella quale il personale sente la necessità di intervenire per chiarire il contesto e difendere il lavoro quotidiano svolto in un settore considerato “di particolare delicatezza e responsabilità”.

“Un servizio essenziale per la sicurezza delle cure”

Nel documento, i dipendenti ricordano che il Provveditorato è chiamato a gestire l’approvvigionamento di materiali sanitari, dispositivi medici, farmaci, attrezzature, beni economali e servizi destinati agli ospedali e al territorio. Un’attività che incide direttamente sulla continuità delle cure e sulla sicurezza dei pazienti, spesso svolta in condizioni operative difficili, tra urgenze, carenze strutturali e un quadro normativo in costante evoluzione.

Il personale sottolinea inoltre di essere composto da lavoratori del territorio, che vivono nella stessa comunità servita dagli ospedali dell’ULSS 5. Strutture che, viene evidenziato, non sono entità astratte ma luoghi in cui vengono curate anche persone care: familiari, amici e concittadini.

Trasparenza e responsabilità, anche nelle difficoltà

Secondo quanto riportato nella nota, l’impegno dei dipendenti è sempre stato orientato a garantire, nonostante le criticità, che ai reparti e ai professionisti sanitari non mancassero i beni essenziali per l’assistenza ai pazienti, con attenzione alla trasparenza e al rispetto delle procedure.

Ogni eventuale criticità o contestazione, spiegano, è stata affrontata e viene affrontata nelle sedi competenti previste dall’ordinamento. Negli ultimi mesi, con l’avvio della nuova gestione, il personale segnala anche un miglioramento del clima interno e delle modalità operative, con un percorso di riequilibrio che, pur complesso, sembrava aver imboccato una direzione più stabile.

Il peso della pressione mediatica

È proprio su questo punto che emerge il disagio maggiore. I dipendenti parlano di una forte sofferenza legata alla pressione mediatica dell’ultimo periodo, vissuta come un “costante attacco” che non terrebbe conto della complessità del lavoro svolto né dell’impegno profuso in un contesto già difficile.

Una narrazione pubblica che, secondo il personale, rischia di incidere negativamente non solo sull’organizzazione del lavoro, ma anche sul clima umano e professionale necessario per garantire un servizio efficace a beneficio degli ospedali e della comunità polesana.

L’appello all’informazione

La richiesta finale è rivolta proprio al mondo dell’informazione: contribuire a restituire un’immagine corretta e completa del lavoro quotidiano del Provveditorato, evitando semplificazioni che non rendono giustizia alla professionalità e al senso di responsabilità con cui il servizio ha operato nell’interesse del sistema sanitario pubblico e dei cittadini.

Una presa di posizione che arriva mentre l’inchiesta della Procura segue il suo corso, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento, e che aggiunge un tassello importante al quadro di una vicenda che coinvolge non solo aspetti giudiziari, ma anche il funzionamento quotidiano di un servizio essenziale per la sanità polesana.

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