ROVIGO – L’intelligenza artificiale entra sempre più nella professione forense e con essa emergono nuove responsabilità etiche, deontologiche e giuridiche. Sono stati questi i temi al centro del convegno nazionale “La deontologia dello studio legale con l’avvento dell’intelligenza artificiale alla luce dell’AI Act: aspetti teorici e pratici e risvolti di responsabilità”, organizzato dalla Camera Civile di Rovigo in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo.
L’iniziativa, svoltasi in modalità webinar, ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con oltre 400 professionisti collegati da tutta Italia, confermando il crescente interesse del mondo forense verso le opportunità e le criticità legate all’impiego dell’intelligenza artificiale negli studi legali.
A introdurre e moderare i lavori è stato l’avvocato Michele De Bellis, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo e fondatore e vicepresidente della Camera Civile di Rovigo.
Dopo i saluti istituzionali della presidente della Camera Civile di Rovigo, Stefania Traniello Gradassi, e dello stesso De Bellis in rappresentanza del Consiglio dell’Ordine, sono intervenuti Federica Santinon, consigliere del Consiglio Nazionale Forense e componente del comitato direttivo della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense, già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, il professor Pierluigi Perri, docente associato dell’Università degli Studi di Milano, e Anna Maria Garbin, vicepresidente del Consiglio Distrettuale di Disciplina del Veneto.
Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti concreti dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’attività professionale, anche alla luce delle più recenti pronunce giurisprudenziali. Tra queste è stata richiamata una sentenza del Tribunale di Rovigo, emessa il 7 aprile scorso dal giudice Marco Pesoli, che ha evidenziato la responsabilità del professionista nel verificare e controllare gli elaborati prodotti con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Nel corso del confronto è stato ribadito come l’AI rappresenti ormai uno strumento destinato a diventare parte integrante dell’attività degli studi legali, ma anche come il quadro normativo europeo, a partire dall’AI Act, imponga un utilizzo fondato sul rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini e su rigorosi principi etici.
Proprio un impiego non corretto di questi strumenti, è stato sottolineato dai relatori, può comportare conseguenze non soltanto sotto il profilo deontologico, ma anche in termini di responsabilità professionale e assicurativa.
Il forte interesse suscitato dall’iniziativa ha spinto gli organizzatori e i relatori a programmare nuovi appuntamenti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente un tema destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nell’attività quotidiana degli avvocati, seguendo l’evoluzione della normativa e della giurisprudenza.

















