Sul terribile incidente in Transpolesana che ha coinvolto i sanitari ed un volontario interviene il vicepresidente di Croce Verde Adria e vicario di Anpas

ADRIA (Rovigo) – “Quando accade a casa tua è tutto più difficile, non posso che essere in apprensione per il nostro dipendente e vicino alla sua famiglia e a tutti i soggetti coinvolti nell’evento, seguendo costantemente l’evolversi della situazione”. 

A parlare, dopo 48 ore di riflessioni di fronte ad un incidente gravissimo che ha turbato profondamente l’associazione (LEGGI ARTICOLO), è Lamberto Cavallari, vicepresidente di Croce Verde Adria (associata Anpas), oltre che vicepresidente vicario di Anpas, rete nazionale di volontariato che raccoglie 952 associazioni, che, con i suoi 100 mila volontari e 5000 dipendenti, è impegnata tutti i giorni nei soccorsi del 118 /112 in ogni regione italiana.

“C’è un problema di sicurezza ed educazione stradale che deve essere affrontato con l’utenza – nel caso di mercoledì è evidente che la condotta  del veicolo che ha urtato l’ambulanza, ha giocato un ruolo determinante – dall’altro, senza voler puntare il dito contro nessuno riguarda l’intero comparto del soccorso su strada, in particolar modo coloro che sono preposti alla messa in sicurezza degli scenari, che, assieme deve essere affrontato e risolto.

Mercoledì si è trattato di un incidente che ha visto coinvolti dipendenti, ma anche un volontario che si trovava sul posto casualmente e non ha esitato a prestare soccorso, come succede nella maggior parte degli interventi del 118/112 in Italia. 

È evidente che, siano essi volontari o dipendenti, la sicurezza va sempre garantita: come Anpas, oltre al mantenimento della formazione costante e continua del personale dipendente e volontario, ci faremo promotori di iniziative per la sicurezza e finalizzate anche allo studio di nuovi presidi che aumentino il livello di sicurezza degli operatori durante gli interventi in strada, sicurezza attualmente garantita per i pazienti ed il personale a bordo delle ambulanze”.

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