Riapertura rinviata a metà maggio, disagi crescenti per gli anziani costretti a spostarsi nei comuni vicini

LENDINARA (Rovigo) – Per il terzo mese consecutivo, i pensionati di Lendinara – sia quelli senza accredito sia coloro che ricevono la mensilità su libretto o conto corrente – non potranno recarsi presso l’ufficio postale cittadino per il ritiro della pensione. Una situazione che continua a generare disagi e preoccupazioni diffuse, soprattutto tra la popolazione più anziana.

Poste Italiane ha comunicato le proprie scuse per l’inconveniente, invitando gli utenti a prenotare online un appuntamento presso l’ufficio di Badia Polesine, indicato come riferimento per i residenti di Lendinara e operativo fino alle 13:35. Tuttavia, questa soluzione solleva non poche perplessità: l’età media dei pensionati e la loro familiarità con gli strumenti digitali rendono infatti difficile, per molti, accedere ai servizi online o organizzare spostamenti verso altri centri.

Il 18 aprile, inoltre, è stato aggiornato il cartello informativo presso la sede di piazzale Kennedy, sostituendo la precedente indicazione di riapertura prevista per il 20 aprile con una nuova data fissata al 15 maggio. Uno slittamento che, secondo diversi cittadini, appariva prevedibile già osservando lo stato dei lavori, ma che contribuisce ad aumentare il malcontento.

Nel frattempo, l’ufficio di Ramodipalo, logisticamente il più vicino, non è stato potenziato per far fronte all’aumento dell’utenza, con il risultato di code quotidiane e tempi di attesa prolungati. Una situazione che pesa ulteriormente su una comunità già provata.

Per molti utenti, infatti, i disagi non si limitano al ritiro della pensione: si aggiungono bollette da pagare, raccomandate da ritirare e altre pratiche essenziali. Particolarmente critica è la condizione degli anziani soli o con difficoltà motorie, per i quali affrontare spostamenti più lunghi diventa spesso proibitivo.

In questo contesto, le scuse generiche dell’azienda vengono percepite come insufficienti. La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla gestione del servizio e sull’attenzione riservata a una fascia di clientela storicamente fedele, ma anche più fragile.

A esprimere queste preoccupazioni è Clara Grossi, già dipendente di Poste Italiane e rappresentante dei lavoratori postali polesani, che sottolinea come la situazione evidenzi una carenza di attenzione nei confronti degli anziani, non solo pensionati ma anche clienti abituali dei servizi postali e bancari.

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