VILLADOSE (Rovigo) – Italia Nostra sezione di Rovigo continua con il proprio ciclo di Incontri con l’autore e dopo l’appuntamento di Ceregnano (LEGGI ARTICOLO) con Francesco Miazzi, a Villadose è stato presentato il libro “Mamme Ribelli. Le mille battaglie da Nord a Sud contro l’inquinamento e per la salute di tutti. Di Linda Maggiori. Terra Nuova edizioni” in compagnia dell’autrice e del presidente provinciale dell’associazione Fabio Bellettato.
“Siamo in presenza di un vero esempio di coerenza: Linda Maggiori rappresenta infatti la figura-tipo di quel che dovrebbe essere un’attivista nel campo della sostenibilità a tutti i livelli, in primis per l’aspetto ambientale ed ecologico – ha esordito Luca Biasioli che ha dialogato con l’autrice nel corso della serata – E’ stata in corsa per il titolo di ‘Ambientalista dell’anno – Premio Luisa Minazzi’, promosso da Legambiente e dal mensile La nuova ecologia, rivolto a quanti s’impegnano nella società civile, nel mondo dell’impresa e nella pubblica amministrazione a favore dell’ambiente, del prossimo e della legalità”.
Linda Maggiori, giornalista per Il Manifesto, Altraeconomia, Terra Nuova e per Il Fatto Quotidiano per cui tiene un blog tutto dedicato all’ambiente, all’ecologia, alla sostenibilità, è anche scrittrice impegnata nella difesa dell’ambiente e vanta innumerevoli collaborazioni come free lance con varie testate e pubblicazioni in materia ambientale.

La coerenza di Maggiori è tutto nel suo stile di vita: madre di quattro bimbi, non ha l’auto e si sposta solo con la bicicletta o i mezzi pubblici, combatte gli sprechi, di qualsiasi natura, vive in un appartamento decarbonizzato, senza gas, produce energia elettrica da rinnovabili (fotovoltaico e solare termico su una porzione del tetto del condominio), è impegnata nell’obiettivo del rifiuto (quasi) zero, ha deciso di seguire una dieta vegetariana per prendere le distanze dalla industria dei maxi allevamenti da milioni di capi che inquinano e non fanno un buon servizio nè alla saluta, nè alla agricoltura.
“Essere ecologisti significa avere rispetto per la natura, la nostra madre terra, e capire che la difesa non è solo per lei, ma anche per noi, perchè quanto troviamo in natura di pericoloso o inquinante, se non è già presente nel nostro corpo, lo sarà sicuramente” ha ricordato Maggiori.
Maggiori ha spiegato l’amore profondo per la natura; la consapevolezza di vivere su di un fragile pianeta blu, che abbiamo in prestito da chi ci ha preceduto e che dobbiamo lasciare ai nostri figli; una terra su cui passare leggeri, una terra ferita da proteggere. La bici e la penna sono simbolo di pace e rivoluzione: sobrie e leggere, non inquinano, non ingombrano, non cementificano, non fanno rumore ma si fanno sentire. Sono un salutare vento in faccia.
La serata ha approfondito il tema della donna e della natura, l’idea della creazione, della maternità, comune ad entrambe, lietmotiv del libro Mamme ribelli, dedicato alla forza delle donne che si impegnano in difesa dei figli, adesso, e di chi verrà dopo di noi, in un futuro non lontano
Una raccolta di testimonianze che parla di donne che si sono ribellate a un destino crudele per il proprio territorio: donne che hanno detto no alla devastazione dei luoghi nei quali sono nate, hanno cresciuto i loro figli e sperato di veder crescere i loro nipoti. Donne che hanno esteso la propria vocazione di maternità alla loro terra, che hanno avuto il coraggio di ribellarsi: mamme ribelli

A descrivere le lotte in Polesine Lucia Pozzato, attivista e consigliere comunale a Villadose, a cui è dedicato il capitolo 14 di Mamme ribelli intitolato: “Lucia e la giusta causa in una terra che sprofonda”.
Lucia Pozzato, madre, insegnante ha raccontato il suo impegno per l’ambientalismo, la fondazione del comitato Terre Nostre Villadose, la prima battaglia contro l’apertura di un allevamento di visoni da pelliccia. Perdono la battaglia di impedire l’apertura, ma vincono il ricorso al Tar contro l’idea di allevare animali per ucciderli in camera a gas assieme alle associazioni Lav ed Essere animali. Dopo la vittoria di Terre Nostre, l’allevamento chiude. Un successo.
Ci si è soffermati su quanto Villadose sia un territorio fragile, con le discariche, l’azienda chimica della multinazionale che lavora nel campo degli antibiotici, per la presenza di un inceneritore autorizzato dalla Regione Veneto a bruciare rifiuti liquidi, ai problemi di sversamento di inquinanti in fognatura, tanto che sono stati danneggiati i filtri del depuratore dell’acqua potabile, i problemi degli odori sgradevoli, e da ultimo l’idea di un impianto per il trattamento di rifiuti Forsu, fanghi di depurazione, sfalci, a Ceregnano, per una capacità produttiva che non si trova localmente, ma che vedrà arrivare i rifiuti da fuori provincia e/o fuori regione.
Da Fabio Bellettato, presidente di Italia Nostra Rovigo il rilancio della campagna contro l’idea delle trivellazioni in mare adriatico per l’estrazione di idrocarburi, attività prevista dal Decreto Diuti quater con la preoccupazione ulteriore della cancellazione delle aree di rispetto (LEGGI ARTICOLO). Si potrà trivellare ovunque.
Passaggio conclusivo per spiegare #LAGIUSTACAUSA che vede 12 cittadini, quattro polesani: Lucia Pozzato di Villadose e Vanni Destro di Ceregnano, Patrizia Bartelle e Giorgio Crepaldi, insieme a Greepeace Italia e ReCommon contro Eni perchè “l’operato della società peggiora la crisi climatica e viola i diritti umani” chiamata a rispondere in tribunale con l’obiettivo di “fermare i suoi piani distruttivi e risarcire il danno arrecato”.
Un’azione legale senza precedenti in Italia: l’iniziativa legale contro Eni, è la prima del suo genere contro una società di diritto privato in Italia. Si inserisce nel quadro delle cosiddette “climate litigation”, azioni di contenzioso climatico che, secondo il database del Sabin Center for Climate Change Law della Columbia University, ad oggi ha raggiunto a livello mondiale quota 2.276.
“Chi devasta il clima del nostro Pianeta deve pagare. Vogliamo che siano riconosciute le responsabilità in tribunale e che Eni sia costretta a modificare i suoi piani di investimento e decarbonizzazione” ha spiegato Pozzato a Villadose.
L’appuntamento è stato un successo per il presidente Bellettato di Italia Nostra che ha chiesto la disponibilità a ripeterlo in un altro Comune, magari in Altopolesine.

















