BOTTRIGHE (Rovigo) – Un dipendente di Poste Italiane ha accusato un malore nella giornata di ieri, 6 luglio, all’interno dell’ufficio postale di Bottrighe, rendendo necessario l’intervento di un’ambulanza. Secondo la SLC Cgil Rovigo, l’episodio sarebbe riconducibile all’eccessivo carico di lavoro che grava da tempo sul personale della sede.
L’accaduto si inserisce in un contesto già particolarmente delicato. La chiusura straordinaria dell’ufficio postale di Adria, prevista per quindici giorni per consentire i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione, ha infatti comportato il trasferimento dell’intera utenza verso gli uffici di Bottrighe e Baricetta, aumentando ulteriormente la pressione sugli operatori.
Secondo la SLC Cgil, la situazione non rappresenta un’emergenza improvvisa ma il risultato di una criticità che si protrae ormai da circa due anni. Dopo la chiusura della succursale di Adria, infatti, l’ufficio di Bottrighe si è trovato ad assorbire un bacino di utenza superiore alla propria capacità operativa, condividendo di fatto con la sede centrale il servizio per l’intero territorio comunale.
«Da tempo avevamo formalmente chiesto a Poste Italiane il potenziamento dell’organico dell’ufficio di Bottrighe con almeno un’unità aggiuntiva, ma la richiesta è rimasta senza risposta. Quanto accaduto dimostra purtroppo che le nostre preoccupazioni erano fondate e che non si può continuare a ignorare i problemi organizzativi presenti sul territorio», dichiarano Stefano Gallo ed Emanuele Cavazzini, della SLC Cgil Rovigo.
Il sindacato esprime inoltre rammarico per il fatto che decisioni di questo tipo vengano adottate senza un adeguato confronto con le Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ribadendo come la vertenza aperta da circa un anno e mezzo punti proprio a garantire la presenza di due uffici postali nel Comune di Adria, ritenuti indispensabili per assicurare un servizio efficiente e condizioni di lavoro sostenibili.
La SLC Cgil auspica inoltre che i tempi annunciati per il ripristino dell’impianto di climatizzazione dell’ufficio di Adria vengano effettivamente rispettati, sottolineando come, in occasione di lavori analoghi, le scadenze comunicate da Poste Italiane abbiano spesso subito slittamenti. Contestualmente viene ribadita la necessità di rafforzare l’organico dell’ufficio di Bottrighe per far fronte all’incremento dell’utenza.
L’organizzazione sindacale richiama poi l’attenzione anche sulla situazione degli uffici postali del territorio di Lendinara, dove sono già programmate chiusure estive di quindici giorni nel mese di luglio e di ulteriori quindici giorni ad agosto. Una situazione che, evidenzia il sindacato, arriva dopo un precedente stop di circa un mese e mezzo dovuto ai lavori di ristrutturazione dell’ufficio centrale e che rischia di riversare ancora una volta un notevole carico di lavoro sulle sedi limitrofe.
«Chiediamo che anche gli uffici interessati dalle chiusure estive vengano adeguatamente potenziati. Non possiamo permettere che quanto accaduto a Bottrighe si ripeta in altre realtà del Polesine. La tutela della salute dei lavoratori e la qualità del servizio ai cittadini devono diventare una priorità», concludono Stefano Gallo ed Emanuele Cavazzini.
Il sindacato richiama infine l’attenzione sul tema dello stress lavoro-correlato, sottolineando come il problema non riguardi soltanto gli operatori di sportello, ma anche il personale impegnato nelle sale consulenza. La carenza di organico, i continui distacchi verso altre sedi e le pressioni organizzative, secondo la SLC Cgil Rovigo, rappresentano fattori di forte criticità che incidono sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla qualità del servizio offerto all’utenza.


















One Comment
come sempre i sindacati hanno la soluzione pe r tutti i mali…con i soldi altrui;Ps:il caldo colpisce non solo le poste,ma anche artigiani,commercianti e negozi…senzxa tante pantumine di tir bocca.e ci sono categorie di persone che LAVORANO dentro le serre,a tirare l’aflalto,e sui tetti a70 anni grazie alla fornero!!