Per poter prelevare al pomeriggio si devono spostare nei comuni limitrofi dove è presente un ATM funzionante, con i disagi di chi non ha un mezzo di trasporto, come gli anziani

FIESSO UMBERTIANO (Rovigo) – Provengono continue lamentele dagli abitanti di Fiesso Umbertiano, come già accaduto anche in altre zone della nostra Provincia, riferite ai disagi per i servizi di Poste Italiane. Ormai dal 5 aprile scorso i cittadini non hanno più a disposizione il bancomat presso l’ufficio postale, esploso a causa di un tentativo di rapina (LEGGI ARTICOLO). 

Poste italiane, dopo due mesi, non ha ancora comunicato una data di ripristino.

“I cittadini, soprattutto i correntisti – spiegano Stefano Gallo, funzionario Slc Cgil Veneto, ed Emanuele Cavazzini, Rsu Slc Cgil Veneto,  per il Territorio della Provincia di Rovigo – che pagano il canone del conto, sono costretti ad entrare in ufficio e dover aspettare anche per quasi un’ora, come è successo nei giorni di scadenza del pagamento delle tasse a metà maggio.

Per poter prelevare al pomeriggio si devono spostare nei comuni limitrofi dove è presente un ATM funzionante, con i disagi di chi non ha un mezzo di trasporto, come gli anziani.

In alternativa, rimane solamente il bancomat della banca ma nonostante il disagio Poste continua a far pagare le commissioni sui prelevamenti.

Inoltre, con la chiusura dello sportello dell’unica Banca che era rimasta  (Cassa di Risparmio del Veneto) l’ufficio postale è rimasto l’unico presidio fisico presente in un paese di quasi 4000 abitanti. La clientela bancaria si è dovuta spostare presso le poste per effettuare le commissioni, allungando pertanto i tempi di attesa. Nonostante questo, capitano giorni in cui si trova un solo sportello aperto a causa della cronica mancanza di personale presente nella provincia di Rovigo, ma Poste Italiane ha dichiarato un esubero di ben 70 lavoratori nei 76 uffici postali della provincia di Rovigo. Ci saranno in prospettiva chiusure di sportelli, riduzione di giorni di apertura, probabilmente anche la chiusura definitiva di interi uffici, come Adria 1 ormai chiusa dal 2024, con le poste centrali di Adria ridimensionate con solo 2 giorni di apertura pomeridiana, ed un bacino di 30.000 abitanti da coprire”.

Tutto ciò nonostante i servizi “Polis” che comprendono i passaporti, gli atti dei comuni , e prossimamente carte di identità, patenti, atti dell’Agenzia delle Entrate, del ministero della Giustizia, dell’Inps. “Gli uffici postali stanno scomparendo anche in un Territorio come quello polesano che già soffre di un grave spopolamento ed è la Provincia del Veneto con la percentuale più elevata di anziani; 

Così pure l’unico Ente parastatale rimasto a presidiare il Territorio, fornendo servizi essenziali per la cittadinanza, sta per abbandonare gli uffici per dedicarsi al digitale.

Slc Cgil continuerà con ogni mezzo a contrastate questa spirale negativa   a tutela di lavoratori e cittadini”.

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