L'Opi di Rovigo invita tutti a riflettere sull'importanza di essere vicini a coloro che soffrono, offrendo aiuto concreto attraverso una visione integrata

ROVIGO – In occasione della Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l’11 febbraio, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Opi) di Rovigo desidera sottolineare l’importanza fondamentale della cura, dell’assistenza e della vicinanza umana verso coloro che affrontano il difficile periodo della malattia.

Questa giornata non è solo un momento per commemorare le sfide che la malattia impone – afferma Denis Piombo, presidente Opi Rovigo – ma un’opportunità preziosa per celebrare la resilienza, la forza e la speranza delle persone. Come professionisti sanitari, rinnoviamo il nostro impegno a garantire cure di elevata qualità perché la nostra priorità è la sicurezza dei pazienti, l’umanizzazione e la personalizzazione delle cure, nel rispetto e nella dignità della persona“.

L’Opi di Rovigo ricorda che gli infermieri, sempre in prima linea nell’assistenza ai malati, offrono non solo competenze tecniche avanzate, ma anche sostegno emotivo e conforto umano. 

Come ci ricorda Papa Francesco – riprende Piombo – la speranza non delude e ci rende forti anche nei momenti più difficili. Siamo il punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie, un sostegno fondamentale. Anche per questo desidero esprimere la mia gratitudine a tutti i colleghi per la loro dedizione, per l’impegno costante e per la professionalità nel prendersi cura degli altri. Affrontiamo quotidianamente sfide complesse, dettate da tante criticità, che richiedono responsabilità e grande attenzione ma la soddisfazione di lasciare un segno indelebile nella vita delle persone è un premio inestimabile. A fare la differenza, sovente, sono una parola, uno sguardo, un ascolto, una presenza, un gesto assistenziale”.

L’Opi di Rovigo, infine, invita tutti a riflettere sull’importanza di essere vicini a coloro che soffrono, offrendo aiuto concreto attraverso una visione integrata.

Nella cura del malato – conclude il presidente provinciale Opi – è indispensabile un lavoro coeso di squadra, una sinergia armonica fra tutti i professionisti della salute e la persona assistita stessa. La malattia rappresenta un momento di fragilità profonda, ma anche un’opportunità di crescita e consapevolezza interiore. Sicuramente di cambiamento. La relazione umana è il fondamento stesso della cura. Non a caso il nostro Codice Deontologico contiene un messaggio fondamentale: il tempo di relazione è tempo di cura. Prendersi cura degli altri è una delle forme professionali più elevate in cui possiamo realizzare la nostra umanità”.

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