ROVIGO – Il futuro del verde urbano e, in particolare, quello di Parco Langer tornano al centro del dibattito cittadino. I presidenti dell’Associazione Civica per Rovigo, Paolo Giolo, e del Forum dei cittadini, Dina Merlo, intervengono con una riflessione sulle politiche ambientali del capoluogo, indicando nel destino del parco il simbolo delle scelte – o delle mancate scelte – dell’amministrazione comunale.
Il contributo prende spunto dall’incontro pubblico dedicato al “verde urbano”, organizzato dalle due associazioni, durante il quale la neolaureata Sofia Raise ha illustrato la propria tesi sul Piano del Verde di Rovigo e un progetto di valorizzazione della golena di Boara Polesine. Nel corso dell’iniziativa, Giolo ha rilanciato la necessità di restituire Parco Langer alla città, mentre Merlo ha ricostruito le principali tappe di una vicenda che definisce ancora incompiuta. A chiudere l’appuntamento è stato Lorenzo Casna, che ha richiamato il ruolo del verde urbano come strumento fondamentale per contrastare inquinamento e cambiamenti climatici.
Nel documento le due associazioni ricordano che il progetto di recupero di Parco Langer era stato approvato dal Consiglio comunale già nel febbraio 2024 e disponeva di una copertura finanziaria pari a 1,4 milioni di euro, di cui un milione dalla Fondazione e 400 mila euro dalla Regione. A oltre due anni di distanza, sostengono però, l’intervento non avrebbe registrato sviluppi concreti.
Secondo Giolo e Merlo, l’amministrazione avrebbe concentrato l’attenzione su ulteriori indagini ambientali senza procedere all’acquisizione dell’area dal Demanio e alla successiva sistemazione. Le associazioni ribadiscono inoltre che, a loro giudizio, il sito non potrà trasformarsi in un parco giochi tradizionale, ma dovrà mantenere la propria natura di bosco, eventualmente fruibile attraverso visite compatibili con i vincoli esistenti.
Da qui la richiesta rivolta all’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Rizzato e alla sindaca Valeria Cittadin di chiarire quali siano le ragioni del mancato utilizzo delle risorse già disponibili e quale destino l’amministrazione intenda riservare all’area, caratterizzata da vincoli forestali, storico-ambientali e idrogeologici. Nel documento viene inoltre esclusa la possibilità di un ritorno all’ipotesi del passante nord, definita ormai una “leggenda metropolitana”.
L’intervento si allarga quindi alle politiche ambientali cittadine. Le due associazioni chiedono quali strategie siano state adottate per ridurre le isole di calore e l’inquinamento atmosferico da PM10, osservando che, pur in diminuzione negli ultimi anni, i valori registrati a Rovigo rimangono tra i più elevati d’Italia.
Giolo e Merlo esprimono come conclusione un giudizio fortemente critico nei confronti dell’operato dell’amministrazione comunale, accusandola di sottovalutare le questioni ambientali e di favorire, al contrario, l’insediamento di impianti ritenuti altamente impattanti sulla qualità dell’aria (LEGGI ARTICOLO). Un’impostazione che, secondo le due associazioni, rischia di segnare l’eredità politica della giunta guidata dalla sindaca Cittadin.
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