ROVIGO – “Nella migliore, nella più ottimistica delle ipotesi, credo che si possa vedere al massimo il bicchiere mezzo vuoto: perché i fondi, 10 milioni in tutto, arrivano sì, ma arrivano a due anni di distanza dal manifestarsi massiccio dell’emergenza granchio blu. Nel frattempo, c’è chi ha chiuso, c’è chi ha subito danni irreparabili, c’è chi ha abbandonato la pesca. Soprattutto, è stata ormai azzerata la produzione della vongola verace, vera eccellenza del Bassopolesine, che era leader per esportazione in Europa.”
E’ il commento dell’onorevole polesana Nadia Romeo (Partito Democratico) dopo l’annuncio del piano emergenza granchio blu presentato a Roma (LEGGI ARTICOLO).
“In questo lasso di tempo – due anni, ripeto, e sono tanti – abbiamo assistito a passerelle, da parte di esponenti di questo Governo, distanti anni luce dalla realtà dell’emergenza, minimizzazioni, colpevolizzazioni dei nostri pescatori. Inaccettabile. Personalmente, invece, penso che un plauso vada rivolto proprio a loro, a tutti i nostri pescatori, partite Iva o cooperative, che si sono rimboccati le maniche per trovare altre soluzioni, diversificando, perché il mercato non venisse annientato del tutto. Così come a tutte le persone, istituzioni, associazioni di categoria che, pure in un Polesine lasciato a lungo solo nel gestire questa calamità epocale, hanno fatto miracoli per limitare i danni”.
“Danni, comunque, pesantissimi, devastanti, incalcolabili. Lo stesso ministro Pichetto Fratin – continua Nadia Romeo – non a caso, ha dichiarato all’Ansa che ‘C’è stata una situazione di danno notevole con il 100% di venire meno delle vongole’. Ogni trionfalismo, quindi, appare decisamente fuori luogo e da evitare a ogni costo, non foss’altro che per rispetto nei confronti degli unici, veri eroi di questa triste vicenda: i pescatori, i bassopolesani, i polesani. Che, sin da subito, avrebbero meritato maggiore rispetto e maggiore attenzione per le grida di aiuto e i provvedimenti che invocavano, senza risultato”.
“Ora, speriamo che si possa aprire una fase nuova, nella quale lavorare tutti assieme, per rilanciare un settore strategico per il nostro Polesine dal punto ambientale, economico e sociale”.














