La dura replica dell’Amministrazione di Polesella (Rovigo) alle accuse dell’ex sindaco Raito sulla questione Berco

POLESELLA (Rovigo) – Clima caldissimo a Polesella (LEGGI ARTICOLO). Il Sindaco Ferrarese non usa mezzi termini e si scaglia contro la minoranza dell’ex Sindaco Leonardo Raito. “Una minoranza che specula sul dramma dei lavoratori è una pessima rappresentanza in un Consiglio Comunale!”. Il risultato è il gesto “palesemente di interesse politico locale”, come lo definisce il Sindaco Ferrarese, avvenuto nel Consiglio Comunale di lunedì 3 marzo, quando la minoranza dei Consiglieri Raito, Pavani, Ranzani e Sarto, ha abbandonato l’aula alla lettura dell’Ordine del Giorno dal titolo “Comunicazione del Sindaco: risposta alla proposta di inserimento all’ordine del giorno a sostegno dei lavoratori e dei sindacati Berco”.

“Evidentemente alla minoranza non interessa il tema” ha commentato sarcastico il Sindaco Ferrarese.

L’Amministrazione a guida Emanuele Ferrarese è stata l’ideatrice e la coordinatrice del primo tavolo di dialogo sul tema Berco, aveva accolto già nel mese di ottobre nell’aula consigliare di Polesella i Sindacati tutti, gli rsu, l’onorevole Nadia Romeo, la consigliera regionale Laura Cestari, il Presidente della Provincia Enrico Ferrarese, il Sindaco di Copparo e tutti i Sindaci polesani interessati dalla problematica, in una serata di grande pathos e grande interesse, Polesella si è poi spesa, su invito delle autorità tutte, per raccogliere notizie e dati che potessero garantire un’azione unitaria nei tavoli di confronto, “Oggi, che il tentativo di dialogo si è spostato al tavolo ministeriale, appare palesemente inopportuno utilizzare tale tematica a livello locale ed è evidente che la minoranza vuole insistere su qualcosa al solo fine pubblicitario personale, noi a questo gioco sulla pelle dei lavoratori non ci stiamo!” queste le dure parole del Sindaco Emanuele Ferrarese.

La risposta alla proposta di inserimento all’ordine del giorno a sostegno dei lavoratori e dei sindacati Berco.

“In merito alla proposta di inserire all’ordine del giorno una manifestazione di solidarietà ai lavoratori dell’azienda Berco, colpiti da una procedura di licenziamento collettivo, espongo qui le ragioni per cui l’Amministrazione ha valutato la presente modalità per affrontare il tema, riconoscendo l’importanza della questione sottoposta in un’ottica di corretti rapporti istituzionali.

Comprendiamo la sensibilità e la preoccupazione che animano tale proposta, condividendo la solidarietà nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie. Tuttavia, è necessario valutare attentamente il contesto istituzionale e le dinamiche in atto.

La vertenza in questione è già stata oggetto di un’attenta attivazione da parte delle istituzioni competenti. Inizialmente, si sono tenuti tavoli di confronto tra sindacati, Comuni coinvolti e Regione del Veneto, al fine di trovare soluzioni condivise a tutela dei lavoratori; in questo frangente va ricordato inoltre come la nostra Amministrazione si sia resa perno dei dialoghi e della raccolta dati. Successivamente, la discussione si è spostata al Ministero competente, organo preposto alla gestione di crisi aziendali di tale portata.

In questa fase, il ruolo delle organizzazioni sindacali è fondamentale. I sindacati, in quanto rappresentanti diretti dei lavoratori, hanno la competenza e la legittimità per portare avanti le rivendicazioni e negoziare le migliori condizioni possibili. È essenziale consentire alle parti sociali di lavorare in modo autonomo e responsabile, senza interferenze che potrebbero compromettere l’efficacia del dialogo.

In tale contesto, l’inserimento di un’ulteriore espressione di solidarietà a livello locale potrebbe essere interpretato come un’indebita intromissione nei processi negoziali in corso, generando tensioni e ostacolando la ricerca di un accordo soddisfacente per tutte le parti coinvolte. La prudenza e il rispetto delle competenze altrui sono fondamentali in questo momento.

Pur essendo vicini ai lavoratori, riteniamo che il ruolo delle istituzioni locali debba concentrarsi su azioni concrete e tangibili, quali il supporto ai servizi sociali, la promozione di politiche attive del lavoro e la creazione di opportunità di riqualificazione professionale. Tali misure, piuttosto che generiche dichiarazioni di intenti, possono veramente fare la differenza nella vita dei lavoratori e delle loro famiglie.

Da ultimo, in situazioni di elevata tensione sociale, è fondamentale che le istituzioni mantengano un profilo di responsabilità. Ogni dichiarazione pubblica, in questi contesti, è soggetta a molteplici interpretazioni e può generare reazioni imprevedibili. Pertanto, è essenziale valutare attentamente l’impatto comunicativo di ogni iniziativa, privilegiando azioni che contribuiscano a preservare un clima di dialogo costruttivo e a sostenere il lavoro delle parti sociali.

Alla luce di quanto esposto, non possiamo che ribadire con forza l’impegno e il sostegno ai lavoratori già dimostrato all’inizio di questa situazione critica, ritenendo tuttavia che in questo delicato momento di negoziazione sia necessario rispettare i ruoli e le competenze di ciascuno, evitando indebite intromissioni nel lavoro delle parti”. 

La replica del Gruppo “Polesella Domani” è immediata “Il gruppo “Polesella Domani” non può che rigettare in modo sdegnato le accuse di speculare sui lavoratori della Berco da parte dei nostri consiglieri. Si tratta di un’accusa triste, in quando è la storia stessa della vicenda che denota la chiusura totale da parte del Sindaco Ferrarese nei confronti della solidarietà che poteva essere espressa (come è stato in moltissimi altri consigli comunali) dall’intero consiglio comunale di Polesella. Il nostro gruppo aveva presentato nelle sedi opportune, anche attraverso colloqui con il capogruppo di maggioranza, la proposta di tenere un consiglio comunale aperto per discutere e ascoltare i lavoratori e i sindacati, proposta che è stata rigettata, perché giunta da noi (ce lo hanno confermato esponenti politici) e per convocare poi un tavolo di lavoro inutile, dal quale sia i lavoratori che i consiglieri comunali sono stati esclusi. Abbiamo allora proposto, nei tempi e con le modalità di piena collaborazione, un ordine del giorno di solidarietà ai lavoratori e ai sindacati, chiedendo di inserirlo nell’ordine del giorno del consiglio comunale, aperti a qualsiasi modifica o revisione da parte della maggioranza, per un’approvazione unanime. In questo caso, con motivazioni risibili (l’ordine del giorno avrebbe addirittura turbato le delicate trattative in corso al Ministero) si è deciso di non inserire la proposta all’ordine del giorno, sostituendo la discussione con delle comunicazioni del sindaco, una lettura di mezza paginetta con notizie fritte e rifritte che tutti conosciamo. A quel punto, abbiamo deciso di non partecipare a questa triste lettura e siamo usciti dall’aula, rientrando, correttamente, per il proseguimento del consiglio comunale. E gli speculatori che strumentalizzano saremmo noi! Lo spieghi il sindaco, agli operai e ai sindacalisti della Berco, che il Consiglio Comunale di Polesella non può nemmeno esprimere loro solidarietà. Non ci saremmo mai aspettati un disinteresse e una disinformazione tali!” 

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