ROVIGO – Una Polizia “sempre presente”, capace di adattarsi ai cambiamenti della società e di rispondere a una domanda di sicurezza sempre più complessa. È questo il messaggio centrale del discorso del questore Antonino De Santis in occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, celebrato al Salone del Grano.
“Esserci sempre è lo slogan di questa celebrazione da alcuni anni. E la Polizia di Stato c’è sempre”, ha sottolineato il questore, evidenziando come anche in un’epoca segnata da rapide trasformazioni economiche, culturali e sociali, l’istituzione continui a rappresentare un presidio fondamentale di diritti e libertà. “Gelosa e testarda custode dei diritti di ciascuno, coraggiosa paladina delle libertà democratiche”.
Nel suo intervento, De Santis ha richiamato l’attenzione sui segnali di disagio che attraversano la società contemporanea: dalle violenze contro le donne alle truffe agli anziani, fino ai fenomeni di devianza giovanile. “Ne nasce una crescente e multiforme domanda di sicurezza”, ha osservato, sottolineando la necessità di una Polizia moderna, capace di intercettare i bisogni dei cittadini e di adattare i propri modelli operativi.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni. “Occorre individuare forme e strumenti di dialogo con le fasce giovanili”, ha spiegato il questore, denunciando i rischi legati a modelli distorti veicolati soprattutto attraverso il web, dove talvolta “l’arricchimento viene indicato come un fine che giustifica qualsiasi mezzo” o la protesta violenta come espressione di libertà.
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In questo contesto, la Polizia è chiamata a svolgere anche un ruolo educativo e sociale, in sinergia con scuole, sport e terzo settore. “Si deve fare insieme, in una logica di rete”, ha ribadito, evidenziando come il tema della sicurezza non sia più esclusivo appannaggio delle forze dell’ordine ma responsabilità condivisa.
Il questore ha poi tracciato un bilancio dell’attività svolta nella provincia: oltre 30mila persone e quasi 11mila veicoli controllati, circa 20mila chiamate al 113 e migliaia di interventi sul territorio. Numeri che testimoniano un impegno costante, soprattutto sul fronte della prevenzione. “Il nostro intento è arrivare prima che l’illecito si verifichi”, ha affermato, ricordando come l’arresto dei responsabili rappresenti “una vittoria solo a metà” se non si riesce a evitare la sofferenza delle vittime.
Emblematico, in questo senso, il riferimento al fenomeno dei femminicidi: “L’arresto del colpevole rende forse giustizia alla vittima ma di sicuro non ci acquieta e non ci appaga”.
Non sono mancati i richiami a episodi critici, come i fatti avvenuti nell’estate 2025 ai giardini delle Due Torri, quando una rissa tra gruppi di giovani sfociò in tragedia. “Non sono affatto la norma”, ha precisato De Santis, rassicurando sul fatto che “il livello della sicurezza generale a Rovigo e nella sua provincia è alto”.

Ampio spazio è stato dedicato anche al lavoro delle diverse articolazioni della Polizia: dalla Squadra Mobile, impegnata nel contrasto alle truffe e al traffico di stupefacenti, alla Polizia Scientifica, fino alla Digos e alle specialità come Stradale, Ferroviaria e Polizia Postale. Un sistema complesso che opera in stretta collaborazione con Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale.
Fondamentale, inoltre, il coinvolgimento dei cittadini. “Possono essere protagonisti della sicurezza”, ha ricordato il questore, invitando a segnalare episodi sospetti e situazioni di disagio: “Ogni contributo può essere utile”.
Nel passaggio finale, un messaggio diretto ai giovani: “Lasciate perdere le scorciatoie, i mezzucci, i compromessi”, ha esortato, invitandoli a scegliere “serietà, impegno e umanità” come valori guida.
Un pensiero commosso è stato infine rivolto agli agenti caduti in servizio e alle loro famiglie, “testimonianza della eternità del vincolo di affetto e riconoscenza”.
La cerimonia si è chiusa con un augurio e un richiamo ai valori fondanti della Repubblica: “Viva l’Italia, viva la Polizia di Stato”.













