Il messaggio lanciato dagli organizzatori è chiaro: l'intero territorio deltizio deve essere protagonista di questa battaglia, dimostrando unità e partecipazione per difendere un servizio sanitario considerato fondamentale

ADRIA (Rovigo) – Dopo essere riusciti a scongiurare la chiusura estiva del Punto Nascite dell’Ospedale di Adria (LEGGI ARTICOLO), si apre ora una nuova fase della mobilitazione: quella per garantirne il futuro in modo definitivo.

Secondo i promotori dell’iniziativa, il risultato ottenuto è stato possibile grazie alla forte mobilitazione dei cittadini e all’ascolto dimostrato dalle istituzioni competenti. Tuttavia, la partita è tutt’altro che conclusa. L’obiettivo adesso è ottenere la modifica della delibera regionale che ha dato il nulla osta alla chiusura dei reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale adriese.

I promotori sottolineano come esistano i presupposti per richiedere una deroga, analoga a quella già concessa nel 2018. Anzi, evidenziano che l’attuale situazione geo-sociale del territorio risponderebbe ancora più chiaramente ai criteri previsti dalla normativa nazionale per consentire il mantenimento del servizio, ritenuto essenziale per l’intero Delta.

Proprio per questo è stato convocato un incontro pubblico a microfono aperto, in programma giovedì 9 luglio alle ore 21 in Piazza Cavour, davanti al Teatro di Adria, sul tema “Uniamoci per difendere il Punto Nascite di Adria”.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza, ai rappresentanti politici e istituzionali, alle organizzazioni sindacali e professionali, ai gruppi e alle associazioni del territorio, affinché possano contribuire al confronto e sostenere una mobilitazione che viene definita decisiva.

A promuovere questo primo appuntamento sono Impegno Bene Comune, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, mentre altri promotori e nuove adesioni si stanno aggiungendo in queste ore.

Il messaggio lanciato dagli organizzatori è chiaro: l’intero territorio deltizio deve essere protagonista di questa battaglia, dimostrando unità e partecipazione per difendere un servizio sanitario considerato fondamentale per le famiglie e per il futuro dell’ospedale di Adria.

L’iniziativa è stata annunciata con un documento diffuso ad Adria il 3 luglio 2026.

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