L’associazione rodigina invita alla partecipazione alle urne e sostiene la candidatura di Giacomo Bovolenta: “Serve rappresentanza reale del territorio”.

ROVIGO – Un appello alla partecipazione al voto e una presa di posizione netta sul referendum costituzionale e sulle elezioni suppletive. È quanto arriva dal Gruppo Bachelet di Rovigo, che invita gli elettori a recarsi alle urne nelle giornate di domenica e lunedì prossimi (LEGGI ARTICOLO).

Nel documento firmato dal presidente Andrea Borgato e dal fondatore Francesco Milan, l’associazione sottolinea la crescente disaffezione al voto, evidenziando come, nonostante le dichiarazioni di principio, le forze politiche non riescano a invertire questa tendenza.

«Si continua a proporre sistemi elettorali che sottraggono agli elettori la scelta concreta dei propri rappresentanti – si legge nella nota – concentrandola nelle élite partitiche. Questo non aiuta a rafforzare la partecipazione».

In riferimento alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati, il Gruppo Bachelet invita a un voto consapevole, che tenga conto della capacità di rappresentare il territorio. In questo senso, l’indicazione è quella di sostenere la candidatura di Giacomo Bovolenta, definito «l’unico polesano tra i candidati».

Posizione chiara anche sul referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, rispetto al quale l’associazione invita a votare “no”. Secondo il Gruppo Bachelet, infatti, la proposta di modifica non risponderebbe alle reali criticità del sistema giudiziario.

«Il Paese avrebbe bisogno di riforme profonde ed efficaci a favore dei cittadini – prosegue la nota – ma intervenire sulla Costituzione nel modo proposto rappresenta un rischio per l’equilibrio tra i poteri dello Stato e per l’autonomia della magistratura».

Secondo l’associazione, la riforma non inciderebbe sui problemi principali della giustizia, come la durata dei procedimenti, e rischierebbe invece di modificare assetti fondamentali senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini.

Per il Gruppo Bachelet, dunque, il voto assume un valore decisivo sia sul piano istituzionale che su quello della rappresentanza locale: «Con il no alla riforma gli elettori possono dare un segnale forte alla politica, chiedendo un cambio di metodo e un ritorno a una piena centralità dei cittadini nelle scelte democratiche».

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