Salario minimo, pensioni, riforma fiscale ed importanti novità per il settore del gioco pubblico al vaglio dell'esecutivo di Giorgia Meloni

L’esecutivo è tornato al lavoro dopo la pausa estiva e sono tanti i temi che aspettano una risposta. Dal salario minimo alle pensioni, passando per la riforma fiscale che include importanti novità per il settore del gioco pubblico.

Qualcosa ha ripreso a muoversi nelle sale della politica. Dopo le ferie estive, l’esecutivo di Giorgia Meloni è tornato a riunirsi per rispondere alle tante richieste degli italiani. Tra le riforme e i decreti che dovranno trovare attuazione secondo l’agenda riportata da SkyTg24, uno dei più importanti è quello relativo alla Delega Fiscale, che dovrebbe includere importanti novità anche per il settore del gambling.

Il tanto atteso riordino del gioco pubblico, infatti, dovrebbe finalmente avvenire, con un primo assaggio di riforma che si può trovare nel processo di riorganizzazione avviato nei mesi scorsi. Qualcosa di concreto, insomma, già c’è e le speranze per un nuovo assetto normativo sono assolutamente fondate. Lo conferma anche il nuovo ruolo assegnato a Roberto Alesse, fresco di nomina di Direttore Generale sulla sedia più importante dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, inserito tra i tecnici voluto dal ministro per i lavori sulla riforma del fisco. Entro il 20 settembre Maurizio Leo, vice di Giorgetti al Ministero dell’Economia, vuole i singoli piani delle commissioni, per poter arrivare entro a fine mesa a una proposta di riforma generale.

Uno dei punti necessari da prendere in considerazione è quello del contrasto al gioco illegale, che da solo vale oltre 20 miliardi di euro. È di questo avviso proprio Roberto Alesse che, come si legge sulle pagine di Casino Sicuro, ha suggerito una visione europea su questo tipo di problema, rafforzando la cooperazione con enti come l’OLAF, l’Ufficio Europeo per la lotta antifrode, e ampliando la partnership tra paesi.

Una mossa importante che servirà a tutelare un settore, quello del gioco pubblico, che da solo raccoglie oltre 136 miliardi di spesa, contribuendo per 11 miliardi al gettito erariale. Il valore economico del gambling, insomma, è sotto gli occhi di tutti ed è ancora più importante se si considera tutta la filiera professionale, che offre opportunità di lavoro a migliaia di persone. Per questo il riordino è sempre più urgente e necessario. Perché occorre tutelare e rafforzare il quadro normativo, risolvere i problemi e proporre soluzione. E aprire una nuova strada verso il futuro per tutto il gambling, sempre di più una grande industria dell’economia italiana.

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