ROVIGO – E’ stato uno dei temi caldi della campagna elettorale delle ultime elezioni amministrative di Rovigo contro la ricandidatura a sindaco di Edoardo Gaffeo (LEGGI ARTICOLO), insieme ai lavori di ripristino delle condizioni di sicurezza del polo natatorio, ma il consigliere comunale Antonio Rossini, anche lui candidato sindaco, ha sempre sostenuto che si sarebbe dovuta risolvere la questione tecnica della mancanza del requisito dell’in house providing per As2, piuttosto che cavalcare la questione politica (LEGGI ARTICOLO).
“La risposta dell’assessore alle partecipate Erika De Luca – dichiara Rossini – in merito alla nuova interpretazione del regolamento dell’assemblea di controllo analogo di As2 (LEGGI ARTICOLO) che, a differenza di quanto sostenuto precedentemente da molti Comuni in sede di assemblea dei soci e nelle riunioni del comitato di controllo, è chiara: adesso (dal 10 ottobre 2024) si interpreta il regolamento vigente dando un giusto contemperamento tra il criterio capitale e capitato, quindi la società è ritornata in house.
Prima, detti Comuni, avvalendosi di un parere giuridico richiesto dall’ex presidente Caterina Furfari, hanno interpretato il regolamento dando molto più peso alle quote di capitale, così da indurre i dirigenti del Comune di Rovigo a dichiarare non in house As2, non potendo quindi più conferire direttamente servizi e affidamenti per rilevanti importi.
Adesso che la questione si è risolta con una equilibrata interpretazione del regolamento – aggiunge Rossini – la domanda politica che ci si pone è: chi pagherà per i mancati affidamenti all’azienda visto che solamente adesso dopo oltre un anno si interpreta diversamente il regolamento in modo da poter considerare in house As2?”.
Secondo Rossini “la politica seria ha il dovere di chiedere di aprire una indagine al fine di accertare di chi potrebbe essere la responsabilità di quanto è successo. I lavoratori, i cittadini, meritano chiarezza sul perchè, e a causa di chi, As2 ha subito l’esclusione dagli affidamenti in house perdendo consistenti profitti”.

















