ROVIGO – La risposta di Anac in merito alla domanda effettuata dal segretario generale del Comune di Rovigo Alessandro Ballarin circa la possibilità di affidare in house providing ad As2 dei servizi senza dovere andare a gara, non c’è stata: è stata archiviata con la motivazione “non particolarmente rilevante”.
Dalla minoranza il capogruppo della Lega in consiglio comunale Michele Aretusini considera chiusa la vicenda commentando “Il sindaco Edoardo Gaffeo ha rischiato di fare saltare una società partecipata che garantisce decine di posti di lavoro, bloccare affidamenti milionari, paralizzare l’attività della polizia locale, per una questione, da lui sollevata, che la Autorità Nazionale Anti Corruzione ha bollato come ‘non particolarmente rilevante’, tanto da archiviarla. Si chiude così il caso As2, palesemente innescato dal sindaco per portare avanti la sua battaglia col Pd che sta bloccando da anni la città, ma motivato con un presunto problema di rappresentanza che avrebbe potuto avere pesantissime ripercussioni. Ora, puntuale e netta, arriva la smentita dall’autorità competente a valutare”.
Formulata ad Anac per scrupolo ulteriore alla decisione assunta dagli uffici di non ritenere As2 nelle condizioni d’essere in house providing, l’archiviazione del caso Rovigo giunge insieme ad una sentenza del Tar del Veneto di annullamento di una deliberazione del consiglio comunale di Lazise, che seguiva una delibera di indirizzo della Giunta comunale a privilegiare le società partecipate nell’affidamento dei servizi, che affidava, in house providing il servizio di gestione dei parcheggi ad una società pubblica partecipata dai comuni attorno al Garda, denominata appunto Gardesana.
Il Tar ha riconosciuto i vantaggi economici, di opportunità anche lavorativa, offerti da Gardesana, anche se il ricorrente li ha chiaramente contestati, ma non ha annullato l’affidamento per questioni d’offerta, ma semplicemente perchè, per il Comune di Lazise, l’azienda non può essere considerata in house providing. Magari per altri soci lo è, ma non per Lazise.
Il Tar, con ampia spiegazione, ha sentenziato che se l’affidatario del servizio non ha potere di veto sulla società, non ha rappresentanti nel Cda, non può significativamente governare l’indirizzo della società stessa, indipendentemente dalla sua quota di partecipazione civilistica, nel caso di Lazise solo il 5%, poichè non vi sono patti parasociali con altri Comuni che lo possano rappresentare significativamente, ebbene, la società pubblica non può essere ritenuta in house proving salvo modificare le quote di votazione nell’assemblea del controllo analogo congiunto con maggioranze rafforzate a tal punto da consentire anche a Lazise di indirizzare l’affidatario.
Il caso dell’annullamento della delibera di consiglio e dell’affidamento concesso dal comune veronese alla propria società partecipata è la fotografia di quanto il Comune di Rovigo ha espresso in consiglio comunale in merito all’affermazione che As2 non è in house providing, benchè la quota di partecipazione sia ben maggiore al 5% di Lazise e quindi, la mancanza, è sicuramente più grave.
Telegrafico il commento del sindaco Gaffeo sulla vicenda: “Non stupisce l’archiviazione di Anac su una questione che è cristallina” tanto che la sentenza del Tar del Veneto è tutta nell’interpretazione operata dagli uffici comunali di Rovigo.
















