Rossini: Su As2 suicidio politico per non risolvere un tecnicismo

Il candidato sindaco di Noi Moderati contesta la chiusura di As2 e di alcuni soci nel convocare l'assemblea soci per sanare il regolamento del controllo analogo che non garantisce l'in house della società

ROVIGO – Il candidato sindaco Antonio Rossini interviene in merito alla questione di As2 sulle recenti scelte assunte dal Comune stesso, in merito alla mancanza di affidamenti e quindi di nvestimenti nella società in house As2 Srl (LEGGI ARTICOLO).

Tutto nasce dal fatto che si è appreso della determinazione del 16 aprile, nella quale il dirigente del settore sicurezza, oltre ad adottare la scelta di affidare al libero mercato il servizio dei rilevatori della velocità, lo affida per una durata di 6 anni. Secondo Rossini, sarebbe stato meglio trovare un appiglio per prorogare il servizio in house ad As2 Srl al 31 dicembre 2024 e nel frattempo adoperarsi con l’ennesima opera di convincimento per modificare il regolamento della votazione in assemblea dei soci.

Le società in house non sono società libere di muoversi sul mercato, ma rispondono all’obbligo dettato dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, ovvero che oltre l’ottanta per cento del loro fatturato sia effettuato nello svolgimento dei compiti a esse affidati dall’ente pubblico o dagli enti pubblici soci. Rossini parla anche del futuro societario di As2 Srl, tenendo in considerazione gli impegni assunti anche dal Comune di Rovigo, contenuti nel Piano di Sviluppo 2022-2026 della società in house, approvato all’unanimità dei soci. Ricorda che ci sono 40 lavoratori, che tutti i giorni si impegnano a garantire i servizi agli enti soci.

Mettere in crisi l’azienda, che da quando è sorta ha sempre distribuito utili e mai perdite, non sembra per niente essere la corretta risposta all’operato dei lavoratori – afferma Rossini – Il Comune di Rovigo è il maggior cliente di As2 pertanto le scelte che insistono sulla società As2 srl lo devono porre in una posizione adeguate e legittima”.

Per Rossini “Ancora una volta si è davanti ad una politica ottusa. Sono i dirigenti che firmano gli affidamenti. A questo punto, va cambiato l’equilibrio della votazione, all’interno del comitato di controllo e va convocata l’assemblea dei soci, per dare o un’interpretazione diversa del regolamento oppure per attuare una modifica, nella quale viene data voce non solo alle quote ma anche più importanza al numero dei votanti facendo così un bilanciamento tra i due criteri, affinchè ci sia una più larga platea coinvolta nel determinare la maggioranza del voto”.

Questa cosa la sto dicendo da mesi e mesi, a dispetto di chi continua a sostenere che si tratta solo di un problema politico. In realta’ si tratta di una posizione tecnica dei dirigenti, che si possa o meno condividere così è e va risolta con responsabilità! – insiste Rossini – Bisogna adottare quegli accorgimenti sopra descritti per garantire effettivamente i 40 lavoratori. Questa cosa l’ho chiesta e richiesta da molto tempo. Anche lo stesso commissario prefettizio aveva richiesto la convocazione dell’assemblea. C’è stata però una chiusura totale da As2 ed alcuni Comuni. Il problema non è politico ma giuridico e tecnico. Il mio invito è quello di convocare al più l’assemblea dei soci, per fare gli affidamenti in house, scongiurando un suicidio politico. Qualcuno deve assumersi l’impegno di cambiare tutta questa situazione. Accanirsi di nuovo contro la convocazione dell’assemblea dei soci è assurdo. La situazione dei dirigenti va sbloccata per evitare un grosso danno e una grossa perdita per gli affidamenti di As2.

Se si vuole veramente risolvere la questione garantire sul serio il posto di lavoro a 40 dipendenti invito le forze politiche di destra e di sinistra a convocare l’assemblea dei soci come chiesto dal commissario prefettizio, al fine di discuterne tutto insieme per trovare la giusta soluzione politica”.

Rossini conclude: “questi sono I FATTI. DA FARE, tutto il resto sono e restano sterili parole”.

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