Rovigo, da agricoltura intensiva a riserva per la biodiversità

Rinnovabili: non solo enormi benifici dal punto di vista delle emissioni di CO2 risparmiate in atmosfera, ma anche per la biodiversità

ROVIGO – Ha superato il primo semestre di attività il monitoraggio ambientale richiesto dalla Regione del Veneto nel prossimo sito per la produzione di energia da fonti rinnovabili a Boara Polesine, con tecnologia agri fotovoltaica (LEGGI ARTICOLO), che verrà realizzato a Corte San Marco dalla società polesana Agrovoltaica del gruppo Aiem di Rovigo.

Le attività si sono svolte all’interno del fondo agricolo a Rovigo ed all’esterno, in due siti individuati dalla Regione in località Vescovana (PD) ed a Ca’ Emo nel comune di Adria. Lo studio fotografa dal punto di vista ambientale, con particolare riguardo alla biodiversità esistente, la situazione ante operam per un anno intero e verrà poi comparato con l’impatto post operam una volta che l’impianto entrerà a regime.

Il confronto dei dati raccolti tra i punti di monitoraggio esterni al fondo, attualmente destinato all’agricoltura intensiva, con quelli del sito oggetto di intervento, sono in linea con quanto ci si poteva attendere: ovvero un impatto considerevole dell’attività agricola per la biodiversità rispetto ai punti di monitoraggio esenti da meccanizzazione e coltivazioni.

A Corte San Marco le specie registrate sono di passaggio, piuttosto che stanziali, anche gli animali notturni risentono delle attività agricole, sono presenti, ma in minore quantità rispetto ai monitoraggi extra fondo.

Gli uccelli che nidificano a terra, per esempio, vedono drasticamente ridotte le possibilità di potersi riprodurre, per via delle lavorazioni del terreno, insetti ed animaletti d’acqua, sono presenti lungo i canali, ma in numero inferiore rispetto ad ambienti non trattati con prodotti usati in agricoltura.

Non mancano avvistamenti d’eccezione, dalle regioni subsahariane come le farfalle africane in transito per il Polesine con destinazione nord Europa, o gli Ibis sacri provenienti principalmente dall’Iraq che a pochi chilometri di distanza, nel comune di San Martino di Venezze, hanno costituito una piccola colonia.

Le aspettative di progetto, per quanto riguarda la biodiversità animale, sono tutte positive e destinate a migliorare, soprattuto per via delle opere di mitigazione previste di alberature e recinzioni.

Il fondo, di dimensioni medie, attorno ai 60 ettari, mantenendo l’attività agricola e producendo energia pulita per oltre 20.000 famiglie, zeroemissiva in termini di CO2 (LEGGI ARTICOLO), è destinato a diventare una vera e propria riserva per l’incremento della biodiversità animale per un territorio, stimato, con un raggio di almeno 10 chilometri.

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