Tre i momenti in cui si è sviluppata la mattinata del 10 febbraio nel capoluogo, per il Giorno del Ricordo e la commemorazione della figura del questore di Fiume

ROVIGO – Lunedì 10 febbraio è stato celebrato il Giorno del Ricordo. Tre i momenti in cui si è sviluppata la mattinata nel capoluogo, iniziata con l’inaugurazione presso gli spazi esterni della Questura di Rovigo di un ulivo alla memoria di Giovanni Palatucci, già questore di Fiume, medaglia d’oro al valor civile e “Giusto tra le nazioni” nell’80esimo anniversario della morte. 

Il Questore Eugenio Vomiero ha rivolto un pensiero a tutti i poliziotti e forze dell’ordine, caduti o feriti servendo lo Stato. Un pensiero è stato rivolto anche a Don Gianni Vettorello, Capellano della Polizia di Stato, deceduto nella giornata di sabato 8 febbraio (LEGGI ARTICOLO).

A seguire, il corteo di autorità civili e militari si è spostato presso piazza Palatucci per la deposizione di una corona d’alloro alla sua memoria. “Viva Palatucci, viva la Polizia di Stato” ha detto il prefetto Franca Tancredi nella conclusione del suo intervento. Riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti, migliaia di ebrei italiani e stranieri, Giovanni Palatucci è morto nel 1945 nel campo di concentramento nazista di Dachau.

All’iniziativa è stata invitata anche una rappresentanza di giovani allievi frequentatori del corso di formazione per Agenti alla Scuola della Polizia di Stato di Peschiera del Garda (Verona).


Slide 1
Slide 2
Slide 3
Slide 4
Slide 5
Slide 6
Slide 7
Slide 8
Slide 9
Slide 10
Slide 11
Slide 12
Slide 13
Slide 14
Slide 15
Slide 16
Slide 17
Slide 18
Slide 19
Slide 20
Slide 21
Slide 22
Slide 23
Slide 24
Slide 25
Slide 26
Slide 27
Slide 28
Slide 29
Slide 30
Slide 31
Slide 32
Slide 33
Slide 34
Slide 35
Slide 36
Slide 37
Slide 38
Slide 39
Slide 40
Slide 41
Slide 42
Slide 43
Slide 44
Slide 45
Slide 46
Slide 47
Slide 48
Slide 49
Slide 50
Slide 51

In Provincia in sala consiliare ha avuto luogo la cerimonia istituzionale alla presenza del presidente Enrico Ferrarese, del sindaco di Rovigo Valeria Cittadin (LEGGI ARTICOLO) e del prefetto Franca Tancredi. Nel suo saluto di apertura, Ferrarese ha sottolineato il valore di questa giornata, “consacrata alla testimonianza e alla riflessione perchè occorre evitare che la storia possa in futuro compiere ancora dei passi indietro”. 

Quindi, dopo l’intervento del presidente del comitato Palatucci Flavio Ambroglini – a lui il compito di tracciare brevemente la figura dell’ex questore di Fiume, per il quale è stato avviato il procedimento di santificazione -, spazio agli studenti dell’IIS Munari con tre diversi contributi: “Foibe senza memoria” a cura dell’Ipsaa Bellini di Trecenta, “Fertilia, un simbolo di rinascita” a cura dell’Ipsia Bari di Badia e “Le immagini del silenzio”, opere realizzate a cura del Liceo Artistico Munari di Castelmassa e mostrate in sala.

A chiudere, con introduzione del delegato dell’Associazione Venezia, Giulia e Dalmazia Daniele Milan (che ha ricordato come anche il Polesine ebbe occasione di misurarsi in quel tempo con profughi ed esuli), “Il racconto di una vita” di Antonio Zappador, testimone diretto di quel travagliato periodo che visse l’Istria: una storia avventurosa e coinvolgente, passata dai manifesti di Tito strappati a poco più di dieci anni con il rischio di finire in un “campo di rieducazione”, alla rocambolesca fuga in direzione dell’Italia, sulla sfondo del dramma delle persecuzioni ad opera del partigiani sloveni.

Il Giorno del Ricordo è stato istituito con legge numero 92 del 30 marzo 2004 per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe (cavità naturali in cui i partigiani di Tito gettavano, legati tra loro e molto spesso ancor vivi, fascisti e collaborazionisti ma anche oppositori politici e semplici cittadini italiani, ndr), dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale di Stato. 

Alle 18, presso la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso – La Rotonda – di Rovigo, alla presenza del Questore e del Prefetto e delle massime autorità della Provincia, un evento musicale, aperto a tutta la cittadinanza, nell’ambito del quale è stata celebrata la figura di Giovanni Palatucci e di tutte le vittime delle Foibe, fra le quali figura Umberto Barbierato (ricordata anche in Questura la mattina), originario di San Martino di Venezze,  giovane guardia di pubblica sicurezza, arrestato il 2 maggio 1945 dai partigiani jugoslavi, all’interno della caserma di polizia di Gorizia ed infoibato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie