Rovigo, prende il via il nuovo corso di alfabetizzazione digitale

Un progetto di Spi Cgil e Auser Rovigo per non lasciare indietro nessuno

ROVIGO – Mentre il Paese punta sempre di più sulla digitalizzazione dell’amministrazione, diventa ogni giorno più concreto il rischio di escludere da questo processo vaste fasce della popolazione. E’ proprio in questo contesto che si inserisce il progetto ideato dallo Spi Cgil e dall’Auser di Rovigo. Un corso completo per fornire ai partecipanti, adulti e anziani con scarsa dimestichezza nell’uso delle moderne tecnologie digitali, tutti gli strumenti per poter accedere con facilità ai tanti servizi, amministrativi e sanitari, che hanno ormai abbandonato il supporto cartaceo. Il corso è iniziato giovedì 19 maggio e viene ospitato nella sede provinciale della Cgil.

Un corso per accedere autonomamente ai servizi digitali

Il programma risulta essere particolarmente ampio e insegnerà ai partecipanti come destreggiarsi in numerose attività legate al mondo digitale: dallo scaricare certificati anagrafici, all’effettuare pagamenti online, fino all’acquisto di biglietti per i trasporti pubblici. Anche la sanità si sta sempre più digitalizzando, per questo motivo nel corso di Spi Cgil e Auser non vengono trascurate la consultazione di referti medici, la prenotazione online di prestazioni sanitarie e la scelta, rigorosamente in formato digitale, del proprio medico di medicina generale. Il docente del corso è Andrea Giusto dell’associazione “La vite di Archimede”.

Biancardi (Spi Cgil): “Superare il divario tecnologico che colpisce adulti e anziani“Crediamo che questo corso possa avere una valenza culturale e sociale importante – afferma Nicoletta Biancardi, segretaria generale di Spi Cgil  Rovigo – . L’intento è salvaguardare il diritto alla connessione e alla cittadinanza digitale, superando il divario tecnologico che oggi penalizza ampi strati della popolazione e, in particolare, gli anziani. Diventa necessaria una nuova informazione e formazione, se non si vogliono accentuare ulteriormente le diseguaglianze e l’isolamento già acuiti dalla pandemia. Come Spi Cgil  da tempo ci domandiamo quale sia il reale divario digitale degli anziani, se il problema sia solo di natura culturale o anche infrastrutturale e territoriale”.

Il digitale “alleato” degli anziani per migliorare la qualità della vita “Alla luce del crescente fenomeno della digitalizzazione in ambito amministrativo e, soprattutto, sanitario – prosegue la segretaria Biancardi -, ci chiediamo se gli anziani sono disposti a sperimentare vie nuove per affrontare antichi bisogni. Per rispondere a questa domanda stiamo sottoponendo a chi passa nelle nostre sedi, e non solo, un questionario dal titolo “Anziane/i e

tecnologia”. L’obiettivo principale del nostro corso è quello di far vedere ai partecipanti la tecnologia non più come un ostacolo di cui avere paura, ma come un formidabile alleato per poter migliorare la qualità della vita. Abbiamo pertanto aderito al progetto Sociotechlab dello SPI nazionale in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha come obiettivi il garantire un invecchiamento migliore e attivo e il favorire la creazione di lavoro stabile e qualificato per le nuove generazioni”.

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