ROVIGO – La proposta di legge di iniziativa popolare sul salario minimo è stata depositata in Senato, insieme a oltre 73.000 firme, oltre 800 nella sola provincia di Rovigo. Un successo importante per Unione Popolare, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, tra i sostenitori di questa proposta di legge, anche in considerazione del silenzio assordante nei confronti di questa iniziativa, da parte dei media nazionali e gran parte di quelli locali. (nella foto il rodigino Diego Foresti)
Unione Popolare, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo “ringraziano le cittadine e i cittadini che in questi pochi mesi si sono avvicinati ai banchetti e hanno firmato i moduli e, al termine di questo impegnativo percorso, le volontarie e i volontari, le compagne e i compagni, avvocati e consiglieri comunali che hanno dato la loro disponibilità per validare la raccolta. La proposta di legge di Unione Popolare, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, a differenza di altre ancora chiuse nei cassetti e momentaneamente scomparse dall’orizzonte politico nazionale e locale, richiama ad un salario minimo di 10 euro l’ora per le lavoratrici e i lavoratori, l’indicizzazione automatica e nessun costo per le casse dello Stato. Vedremo ora se i parlamentari, ed in particolare chi ha tenuto per anni nel cassetto proposte, peggiori, sul medesimo argomento, senza portarle in aula neanche quando era in maggioranza salvo poi rilasciare dichiarazioni dopo l’inizio della nostra raccolta, vorranno prendere atto della volontà popolare e dotare il Paese di uno strumento necessario che già la maggior parte delle nazioni europee possiede”.

















