Domenica 29 giugno messa solenne, poi la processione con la statua di San Pietro in baldacchino e cena finale nella sala parrocchiale

SAN PIETRO POLESINE (Rovigo) – Il compianto don Alberino Gabrielli, già archivista in curia a Rovigo e noto studioso, ha lasciato ai posteri un’opera monumentale: Comunità e chiese nella diocesi di Adria-Rovigo, Ciscra Edizioni, Roma 1993. Alle pagine 583-585 tratta della parrocchia di San Pietro Polesine dedicata a San Pietro Apostolo. La chiesa attuale risale al 1754, il riconoscimento della parrocchia, a titolo del diritto canonico, è del 1759. I due campanili, fatto originalissimo, sono esemplati sul tempio romano di S. Maria dei Monte, per cui il complesso è tutelato come monumento nazionale dal 1924.

Da secoli il calendario liturgico celebra il 29 giugno i santi Pietro e Paolo e qui il patrono si può considerare, a livello pratico bifronte, come le gemelle torri campanarie.

I festeggiamenti patronali.

Sabato sera 28 giugno si è tenuto con positivi esiti un concerto vocale e strumentale.

Domenica 29 in precena messa solenne, poi processione con la statua di San Pietro in baldacchino e cena finale in sala parrocchiale. Partecipazione numerosa. Il corteo ha percorso via Cavo Bentivoglio fino all’ex scuola dell’infanzia, poi piazza Dario Roncatti sino all’incrocio con la Duranta. La logistica è stata curata da Galliano Ferioli, Claudio Gobatti e Loris Bianchi volontari comunali.

L’ufficio patronale è stato presieduto da don Graziano Giuriati, assistito da don Stefano Marcomini (sampietrese doc; responsabile dell’unità pastorale di Castelmassa e delle rimanenti 7 altopolesane), da altri religiosi a vario titolo, da alcuni giovani in tonaca bianca, dalla Confraternita del Santissimo Sacramento; messa cantata e animata dal coro castelnovese diretto dal maestro Alessio Verzola. Presente la sindaca Monica Ferraccioli e le massesi suore orsoline.

La liturgia della parola si è incentrata su una lettura degli Atti degli Apostoli, la seconda è stata tratta dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Gàlati, un brano dal Vangelo secondo Giovanni, poi le altre articolazioni tradizionali. Don Graziano Giuriati ha esaltato la fede di Pietro e l’ardore di Paolo: hanno trasmesso le primizie della fede e l’hanno fecondata con il loro sangue. Ammiriamo tutti Pietro, l’umile pescatore di Galilea che per primo professò la fede nel Cristo. Onoriamo insieme Paolo, il maestro di Tarso, che scrutò e predicò ai popoli le profondità del mistero cristiano. Entrambi hanno reso bella la Chiesa, annunciando Cristo e donando sè stessi fino all’estremo sacrificio. In gioiosa fraternità, la comunità dei credenti oggi prega per il Papa, successore dell’apostolo Pietro, in quanto forte contro le insidie del mondo e sorretto dalla grazia dello Spirito del Signore, spinto a confermare i fratelli nella fede”.

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